Terapia cognitivo-comportamentale nella Sindrome Fibromialgica

Fibromialgia - Sindrome Fibromialgica - Terapia

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Che cos’è la sindrome fibromialgica

La sindrome fibromialgica è una malattia reumatica caratterizzata da un insieme di manifestazioni fisiche che procurano sofferenza a chi ne è affetto, pur in assenza di dati di laboratorio (come esami ematici, radiografie, etc.) che mettano in evidenza specifiche anomalie. Ciò rende la malattia spesso di non facile diagnosi e procura alla persona che ne soffre sentimenti di inaiutabilità e incomprensione da parte di familiari e medici.

I sintomi della sindrome fibromialgica

La sintomatologia principale della sindrome fibromialgica è costituita da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità, ma molti altri sono i sintomi della sindrome fibromialgica che si associano al dolore e che possono variare da individuo a individuo: disturbi del sonno, alterazioni cognitive quali attenzione e concentrazione, cefalea, parestesie, stanchezza cronica, disturbi gastro-intestinali. Inoltre diversi studi hanno rilevato una maggiore sintomatologia ansiosa e depressiva nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica rispetto alla popolazione generale; tali sintomi sarebbero tali da mantenere e alimentare la sintomatologia dolorosa, con conseguenti ricadute sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono.

Perché la Terapia Cognitivo-Comportamentale per la sindrome fibromialgica

Le cause che intervengono nell’insorgere della sindrome fibromialgica sono molteplici, così come quelle che la mantengono. Anche le cure, quindi, prevedono interventi di vario tipo sia a livello farmacologico che non farmacologico (terapie fisiche, rilassamento, terapie psicologiche etc.). La ricerca ha evidenziato l’efficacia della Terapia Cognitivo-Comportamentale nel contribuire a migliorare molti aspetti connessi a questa patologia: il dolore riduce, infatti, la mobilità portando spesso all’evitamento di attività che possono, o si teme che possano, evocarlo o peggiorarlo.

Inoltre, l’intensità del dolore può allarmare, mettere in ansia, alimentare credenze negative sul dolore (catastrofizzazione, helplessness). La terapia cognitivo-comportamentale può pertanto essere efficace nel modificare le credenze disfunzionali, così come nel ridurre la sintomatologia ansioso-depressiva. Alcune ricerche hanno recentemente evidenziato che il profilo cognitivo relativo all’ansia e alla depressione dei pazienti fibromialgici si  contraddistingue per delle specifiche peculiarità sia da quello delle persone affette da altre patologie reumatiche dolorose così come da quello delle persone sane. Questo apre la strada alla definizione di protocolli di intervento di Terapia Cognitivo-Comportamentale sempre più specifici emirati.

Ad oggi sappiamo che un intervento di Terapia Cognitivo-Comportamentale può aiutare nel ridurre la percezione del dolore, nell’aumentare il senso di autoefficacia nell’affrontare la patologia, nel fornire strategie per riacquisire la propria funzionalità e nel rendere più adeguate le reazioni emotive, cognitive e comportamentali della persona che soffre di sindrome fibromialgica.

A chi è rivolta la Terapia Cognitivo-Comportamentale per la sindrome fibromialgica

La Terapia Cognitivo-Comportamentale per la sindrome fibromialgica si rivolge a tutte le persone che hanno avuto dal loro medico reumatologo una diagnosi di sindrome fibromialgica.

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