A cura della redazione State of Mind

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Articolo scritto in collaborazione con InTherapy
Nei rapporti interpersonali l’italiano contemporaneo prevede due forme di uso dei pronomi allocutivi (cioè utilizzati quando ci rivolgiamo a uno o più interlocutori):
La psicoterapia è un’attività sanitaria erogata da un professionista all’interno di un contesto formale, sanitario e professionale; per questo richiede l’utilizzo del Lei.
Il setting è la cornice all’interno della quale si svolge la psicoterapia; permette lo sviluppo della relazione tra terapeuta e paziente differenziandola da altri tipi di relazione (come la relazione amicale o supportiva) e tutela il lavoro terapeutico.
Il setting è costituito da diversi aspetti: formali, fisici e relazionali.
Dare del Lei rientra tra gli elementi che costituiscono l’aspetto contrattuale del setting assieme ad altre regole condivise con il paziente, come per esempio la durata e la frequenza delle sedute, la gestione delle telefonate e il compenso.
Si tratta di una pratica che protegge il setting perché colloca paziente e terapeuta all’interno di una relazione professionale e non amicale o di supporto (Sassaroli S., 2024).
La diffusione della psicoterapia online ha determinato il collasso del setting terapeutico. Gli elementi che costituiscono l’aspetto fisico del setting (dove si svolge la terapia), e che dovrebbero contenere emotivamente il paziente facendolo sentire psicologicamente al sicuro e a suo agio, non sono più sotto il controllo del terapeuta; è il paziente a scegliere dove svolgere la seduta e le conseguenze legate alla sua scelta (es. difficoltà ad avere privacy, ansia che un familiare ascolti o interrompa la seduta, non idoneità del luogo scelto…) sono variabili che irrompono nello spazio terapeutico e hanno un impatto non trascurabile sulla terapia.
Al di là degli aspetti contrattuali, ciò che rimane del setting terapeutico è la sola presenza del terapeuta, per di più al di là di uno schermo. Per creare il setting ed evitare che una seduta si trasformi in una chiacchierata informale dal salotto di casa, al terapeuta è quindi richiesto un iperinvestimento sugli aspetti relazionali. Pertanto l’uso del tu potrebbe sembrare una strategia utile per annullare la distanza fisica tra terapeuta e paziente. In realtà sposta la relazione da professionale e formale ad amicale e informale, inficiando proprio la funzione del setting che in un contesto di terapia online si propone invece di rafforzare.
Si potrebbe pensare che dare del tu sia un modo per mostrare maggiore vicinanza ed esprimere empatia al paziente, soprattutto quando la terapia si svolge a distanza. Tuttavia esistono diverse strategie per mostrare empatia che vengono utilizzate regolarmente durante le sedute in presenza e che possono essere utilizzate anche online, come per esempio l’agire come uno specchio (attraverso parafrasi, eco, giustificazioni e riflessioni) di rogersiana memoria, l’ascolto attivo, l’uso del linguaggio non verbale (in particolare delle espressioni facciali quando si è online), il sintonizzarsi con il proprio tono al tono espresso dal paziente, il dare nomi alle emozioni espresse dal paziente (Cochran & Cochran, 2015).
Dare del Lei permette al terapeuta di mantenere la relazione sul piano professionale, aspetto estremamente importante soprattutto con quei pazienti che faticano a rispettare i confini e che con il tu percepirebbero la relazione come amicale, sentendosi autorizzati per esempio a invadere la privacy del terapeuta o a travalicare i confini della relazione utilizzando toni confidenziali o avanzando richieste inappropriate in nome di una presunta ”intimità”.
Dare del tu in psicoterapia è una pratica discutibile che fa scivolare la relazione da terapeutica a informale, influenzando così il lavoro terapeutico. Per questo motivo il tu dovrebbe essere utilizzato solo quando il paziente è un bambino o un adolescente, dopo averlo concordato, e non quando il paziente è un adulto.
Dare del Lei protegge il setting terapeutico e il contesto, che è sanitario e professionale, non amicale.
L'uso del Lei è necessario perché la psicoterapia è una prestazione professionale erogata in un contesto sanitario e formale. Questa scelta linguistica protegge il setting terapeutico, definendo chiaramente i ruoli ed evitando che la relazione scivoli su un piano amicale o confidenziale che potrebbe compromettere l'efficacia del trattamento.
No, non è necessario dare del tu per essere empatici. Il terapeuta può mostrare vicinanza e comprensione profonda utilizzando strumenti clinici come l'ascolto attivo, la parafrasi, la validazione delle emozioni e l'uso del linguaggio non verbale, che risultano efficaci indipendentemente dalla forma allocutiva utilizzata.
Al contrario, nella terapia online l'uso del Lei è ancora più importante. Poiché lo schermo e l'ambiente domestico tendono a rendere il clima più informale, il Lei aiuta a mantenere il confine professionale e impedisce che lo spazio clinico perda la sua funzione di contenimento emotivo e sicurezza per il paziente.
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