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L’impulsività, o comportamento impulsivo, è definita come un’azione senza lungimiranza, espressa prematuramente, inutilmente rischiosa e inadeguata alla situazione (APA, 2014).
Le persone tendenti all’impulsività possono prendere decisioni affrettate, diventare litigiose e assumere comportamenti rischiosi per l’integrità personale o dei propri cari. Oltre a minare le relazioni e il benessere generale di un individuo, i comportamenti impulsivi possono anche condurre a danni finanziari e legali se lasciati incontrollati.
Gli effetti indesiderati di azioni impulsive sono in grado di alimentare cortocircuiti cognitivi in cui gli individui, percependosi come falliti o inadeguati, provano emozioni intense e sgradevoli, mettono in atto ulteriori comportamenti impulsivi ed esperiscono di conseguenza profondi sensi di colpa che confermano la propria inadeguatezza. Diversi studi hanno evidenziato come un deficit nella capacità di elaborazione delle proprie emozioni, la cosiddetta disregolazione emotiva, sia cruciale nello sviluppo di comportamenti impulsivi quali interruzioni improvvise di rapporti lavorativi, sociali o sentimentali, scoppi emotivi, abbuffate alimentari o alcoliche, acquisti incontrollati, sgomberi massivi di effetti personali, aggressività fisica, autolesionismo e automutilazione (Leahy, Napolitano, 2005, 2006; Linehan, 1993).
Un comportamento impulsivo non rappresenta di per sé una diagnosi. Tuttavia, quando l’impulsività diviene pervasiva, dannosa e interferisce con la capacità di una persona di “funzionare” nella vita quotidiana, potrebbe suggerire la presenza di disturbi psichici quali il disturbo borderline di personalità o i disturbi bipolari (APA, 2014).
La terapia dialettico-comportamentale (DBT) è una psicoterapia che combina la terapia cognitivo comportamentale con alcuni principi del buddismo Zen. Concettualizzata da Marsha Linehan, era in origine utilizzata nel trattamento del disturbo borderline di personalità, ma attualmente è adottata per diversi disturbi psichici, nella riduzione di comportamenti impulsivi e nella regolazione efficace di emozioni particolarmente intense (Linehan, 1993).
Si fonda sull’addestramento del paziente ad alcune abilità (skills) di coping, ovvero ad abilità utili a reagire a sfide personali, situazioni stressanti o eventi dolorosi.
Tra queste, l’abilità di “STOP” ha lo scopo di aiutare il paziente a evitare azioni impulsive quando versa in una situazione emotivamente critica. STOP è l’acronimo inglese di una serie di fasi:
Solitamente viene abbinata a una seconda abilità, detta “Cope Ahead“, ovvero Affrontare il futuro. Si tratta di un’abilità di regolazione delle emozioni che stimola la resilienza emotiva: in altri termini, prepara l’individuo in anticipo a fronteggiare situazioni difficili senza sentirsi emotivamente schiacciato dagli eventi, ma sviluppando un adattamento verso di essi. Nel Cope Ahead occorre identificare una potenziale situazione futura attivante, ovvero che ci si aspetta possa scatenare reazioni di disagio e risultare emotivamente dolorosa o stressante. Successivamente, si elabora un piano di coping per rispondere abilmente alla situazione: ad esempio, praticare tecniche di respirazione, rilassamento o consapevolezza corporea e cercare supporto da persone di fiducia.
Infine, si prova o si visualizza ripetutamente se stessi mentre si affronta efficacemente la situazione secondo il piano di coping scelto.
L’abilità di STOP può risultare utile in fase di stress o disagio emotivo acuto, in cui si ha la percezione di non riuscire a interrompere il susseguirsi concatenato di stimoli attivanti e risposte impulsive: la DBT insegna che è possibile imparare a tollerare il disagio, fermarsi e rispondere nel modo in cui si desidera, anche quando ci si sente emotivamente sopraffatti.
I passaggi di cui si compone la STOP skill non costituiscono istruzioni standard, ma suggeriscono al paziente un piano di coping flessibile, da modellare in base a specifici impulsi, bisogni e preferenze sperimentati nei momenti critici. Esploriamo insieme la sequenza:
I comportamenti impulsivi possono condizionare scelte personali, percorsi di vita e limitare la libertà individuale. La DBT fornisce spazi di consapevolezza, di tolleranza al disagio e di speranza a coloro che cercano di affrancarsi dall’automatismo dettato dall’impulsività.
L'impulsività è un comportamento agito senza riflettere sulle conseguenze. Diventa un problema quando interferisce con il normale funzionamento quotidiano o suggerisce la presenza di disturbi come il disturbo borderline di personalità o i disturbi bipolari. Può manifestarsi con decisioni affrettate, acquisti incontrollati o improvvise interruzioni di rapporti.
La tecnica STOP è un piano d'azione in quattro fasi: bisogna arrestare l'azione immediata (Stop), allontanarsi fisicamente o cognitivamente dal fattore di stress (Torna un passo indietro), guardare la situazione in modo obiettivo (Osserva) e infine agire secondo il proprio benessere e non secondo l'impulso (Procedi consapevolmente).
La disregolazione emotiva, ovvero la difficoltà nel gestire ed elaborare correttamente le proprie emozioni, è un fattore cruciale nello sviluppo di reazioni impulsive. Quando una persona sperimenta emozioni intense e non possiede abilità di coping efficaci, agisce d'impulso per ottenere un sollievo immediato; tuttavia, questo meccanismo genera spesso sensi di colpa e sentimenti di inadeguatezza, alimentando un circolo vizioso che rinforza l'instabilità emotiva nel tempo.
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