CBT-E

La Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata (CBT-E) è di provata efficacia per i disturbi alimentari.

Che cos’è la Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata

La Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata (CBT-E, cioè Enhanced Cognitive Behaviour Therapy) è il trattamento di prima scelta per curare i Disturbi Alimentari. È una psicoterapia la cui validità ha solide basi scientifiche, tanto da essere stata inserita nelle linee guida del National Institute for Clinical Excellence (NICE) per la cura di Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Binge Eating (o Disturbo da Alimentazione incontrollata).

Fu sviluppata da Christopher G. Fairburn presso il Centre for Research on Eating Disorders at Oxford nei primi anni 2000 a partire dalla CBT-BN, una terapia efficace per il trattamento della Bulimia Nervosa.

La CBT-E: un unico trattamento per disturbi alimentari differenti

La CBT-E si fonda su un modello transdiagnostico dei Disturbi Alimentari, cioè considera i Disturbi Alimentari un'unica categoria diagnostica. Questa teoria nasce sulla base delle seguenti osservazioni:

I Disturbi Alimentari hanno caratteristiche comuni

Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Disturbi dell’Alimentazione NAS (cioè quei disturbi che non soddisfano completamente i criteri per la diagnosi di Anoressia o Bulimia Nervosa) hanno diverse caratteristiche in comune. 

Innanzitutto condividono un nucleo psicopatologico caratterizzato da:

  • eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo;
  • controllo del peso e della forma del corpo attraverso comportamenti come, per esempio, un’estrema restrizione dietetica, esercizio fisico eccessivo, condotte di eliminazione (vomito autoindotto, lassativi).

Inoltre sono caratterizzati da comportamenti di abbuffata (anche se nell’Anoressia Nervosa questo accade meno di frequente). 

I Disturbi Alimentari evolvono nella forma

Spesso chi è affetto da Disturbo Alimentare migra da una diagnosi all’altra e quindi, secondo la teoria transdiagnostica su cui si fonda la Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata, è più opportuno parlare di un unico Disturbo Alimentare che si trasforma ed evolve nel tempo. 

Infatti non è affatto raro che chi inizia a mettere in atto comportamenti dietetici estremamente restrittivi a un certo punto perda il controllo e sviluppi abbuffate, spostandosi da una diagnosi di Anoressia a una diagnosi di Bulimia Nervosa o di Disturbo Alimentare NAS. Allo stesso modo pazienti affetti da Bulimia Nervosa nel corso del tempo possono scivolare nel Disturbo Alimentare NAS e viceversa.

Per questo motivo la CBT-E considera i Disturbi Alimentari un’unica categoria diagnostica e suggerisce che ci siano meccanismi comuni che giocano un ruolo centrale nel mantenimento di questo tipo di disturbo.

Come funziona la Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata

La CBT-E è una forma di psicoterapia cognitivo comportamentale che agisce sui meccanismi di mantenimento del Disturbo Alimentare, in particolare su quelli cognitivi.

Per produrre un cambiamento psicologico, il terapeuta CBT-E aiuta il paziente a modificare il proprio comportamento per poi analizzarne effetti e conseguenze. Per fare questo, utilizza procedure cognitive e comportamentali integrandole con interventi psicoeducativi.

Com’è strutturato un percorso CBT-E

Il percorso di Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata è limitato nel tempo: dura all’incirca 20 sedute per i pazienti normopeso e all'incirca 40 sedute per i pazienti sottopeso. È strutturato in quattro fasi distinte:

Fase Uno

La Fase Uno è dedicata a ingaggiare il paziente nel percorso terapeutico lavorando, se necessario, sulla sua motivazione al trattamento. Inoltre il terapeuta, assieme al paziente, identifica i processi di mantenimento del disturbo (formulazione condivisa personalizzata), fornisce informazioni sul disturbo (psicoeducazione) e illustra alcune procedure della CBT-E che verranno utilizzate in seduta.

Fase Due

La Fase Due è una fase di revisione. Terapeuta e paziente analizzano i progressi fatti e gli eventuali ostacoli al cambiamento, ed eventualmente modificano la formulazione condivisa costruita durante la Fase Uno.

Fase Tre

Durante la Fase Tre si affrontano i meccanismi di mantenimento principali del Disturbo Alimentare.

Fase Quattro

La Fase Quattro ha il compito di assicurarsi che i cambiamenti ottenuti si mantengano nel tempo e di analizzare eventuali fattori di rischio di ricaduta. 

Le diverse forme di CBT-E

CBT-E focalizzata vs CBT-E allargata

La CBT-E focalizzata si concentra sul nucleo psicopatologico del Disturbo Alimentare mentre la CBT-E allargata presenta dei moduli specifici di trattamento che hanno come bersaglio i meccanismi di mantenimento del disturbo cosiddetti “esterni”: il perfezionismo, la bassa autostima e le difficoltà interpersonali.

CBT-E in regime ambulatoriale standard vs intensivo

Oltre alla CBT-E ambulatoriale standard esiste una versione intensiva che si differenzia dalla prima perché si rivolge a pazienti sottopeso (con un BMI inferiore a 17,5) che non riescono a recuperare peso oppure a pazienti normopeso che presentano gravi abitudini alimentari disfunzionali. Prevede l’assistenza ai pasti, due sedute a settimana con lo psicoterapeuta e due sedute a settimana con il dietista, esami medici periodici e una riunione settimanale con tutta l’equipe.

CBT-E in regime di ricovero

La CBT-E in regime di ricovero viene applicata:

  • quando si ha una scarsa risposta al trattamento ambulatoriale;
  • quando il trattamento ambulatoriale non è indicato (es: marcato sottopeso, gravi complicanze mediche, rapida perdita di peso);
  • quando è presente un elevato rischio di suicidio.

Prevede un’équipe multidisciplinare, l’assistenza ai pasti, sedute di gruppo oltre che individuali, e il coinvolgimento dei familiari nel caso di pazienti minorenni.

CBT-E per i minori di 18 anni

Poiché la maggior parte dei pazienti minorenni vive in casa con i propri genitori, la CBT-E per pazienti giovani prevede il coinvolgimento della famiglia affinché questa possa diventare un’importante risorsa nel percorso di guarigione e non un ostacolo al cambiamento. 

Inoltre questa versione della Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata:

  • presta particolare attenzione allo stadio di sviluppo cognitivo ed emotivo in cui di trova il paziente;
  • lavora costantemente sulla motivazione al cambiamento, che negli adolescenti è estremamente altalenante;
  • monitora costantemente lo stato fisico del paziente perché, a causa della sua giovane età, può andare incontro a gravi complicazioni mediche, con conseguenze severe sia a breve che a lungo termine.

Bibliografia

  • Fairburn CG. La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione. Firenze, Eclipsi; 2010.
  • NICE guideline [(2017). Eating disorders: recognition and treatment https://www.nice.org.uk/guidance/ng69

Domande più frequenti

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