A cura della redazione State of Mind

INDICE
SOCIAL
Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è un disturbo caratterizzato da deficit di attenzione, iperattività e impulsività che portano a una significativa compromissione del funzionamento scolastico/lavorativo, familiare e sociale (APA, 2013).
Il DSM-5 colloca l’ADHD nel gruppo dei disturbi del neurosviluppo, ovvero tra le condizioni cliniche il cui esordio si verifica in età infantile. Eppure, pur trattandosi di una patologia descritta come peculiare dell’età evolutiva, fino a due terzi dei soggetti con ADHD continua a manifestare disturbo anche in età adulta.
Nella popolazione generale, la prevalenza dell’ADHD in età adulta si aggira intorno al 3% (Migliarese et al., 2023).
Le modalità con cui in infanzia si manifestano le caratteristiche nucleari del disturbo (disattenzione, iperattività e impulsività) spesso subiscono una modifica nel corso dello sviluppo, risultando di fatto diverse in età adulta (Migliarese et al., 2023).
I deficit dell’attenzione sono un aspetto centrale dell’ADHD nel soggetto adulto. Essi possono manifestarsi con:
È quindi facile immaginare come per l’adulto con ADHD sia frequente distrarsi durante la lettura, una conversazione o lo svolgimento di un compito; arrivare in ritardo e non rispettare le scadenze; perdere oggetti anche importanti; procrastinare e/o rimandare (Migliarese et al., 2023).
Gli adulti tendono ad essere meno iperattivi rispetto ai bambini e spesso l’iperattività è “mascherata” da:
L’adulto con ADHD può presentare spesso repentini cambi di umore o elevata irritabilità nell’affrontare gli eventi quotidiani, ha difficoltà sia a riconoscere le emozioni che a gestirle. Gli adulti con ADHD possono dunque apparire estremamente bruschi, innervosirsi e infastidirsi con estrema rapidità partendo da situazioni di apparente calma e tranquillità; possono mostrare oscillazioni dell’umore frequenti anche più volte nel corso di una giornata (Migliarese et al., 2023).
Si possono riscontrare inoltre manifestazioni indirette del disturbo, come:
Vivere nel “caos”, avere difficoltà a strutturare il proprio tempo e a gestire gli aspetti affettivi derivanti dal disturbo (es. irrequietezza, tensione e disregolazione emotiva) porta gli adulti con ADHD a fronteggiare una serie di problematiche in diversi ambiti della loro vita, quali licenziamenti, fallimenti, divorzi. Essi inoltre appaiono spesso sbadati, pigri o incapaci agli occhi altrui e ciò porta la persona con ADHD a sentirsi demoralizzata, ad avere una bassa autostima (Migliarese et al. 2023) e a sviluppare ansia e depressione (Ramsay, 2023).
Gli adulti con ADHD hanno, nella maggior parte dei casi, una storia di scarso rendimento scolastico e problemi lavorativi, proprio per via della difficoltà a organizzarsi, a rispettare gli appuntamenti e a svolgere compiti quotidiani o completare grandi progetti.
Anche la tendenza alla disregolazione emotiva ha la sua parte: essa impedirebbe una gestione efficace delle frustrazioni che si traducono in conflitti con responsabili e colleghi, in una maggiore probabilità di ricevere scarse valutazioni sul lavoro e in licenziamenti più frequenti (Barkley, 2015).
In uno studio sulle critiche ricevute dagli adulti con ADHD (Beaton et al., 2022), i comportamenti dovuti alla disattenzione e all’impulsività sono stati i più criticati sul posto di lavoro. Questo si traduce nel ricorso a etichette quali “inaffidabile”, “ingestibile” e “inadatto al lavoro di squadra”, che segnano profondamente la persona con ADHD, il suo benessere al lavoro e in generale il suo benessere psicologico (Ramsay, 2023).
Gli adulti con ADHD frequentemente mostrano una modalità brusca nel relazionarsi agli altri, dovuta principalmente all’iperattività e all’impulsività.
Anche la tendenza alla disregolazione emotiva può influenzare significativamente la vita dei soggetti con ADHD, determinando conflittualità in ambito affettivo e, appunto, relazionale.
La distrazione cronica, inoltre, può tradursi in numerosi comportamenti potenzialmente dannosi per la relazione, come non prestare attenzione al partner; non concentrarsi sulle faccende domestiche abbastanza a lungo da portarle a termine o non ricordare cose importanti per la coppia. Il risultato è solitamente un’estrema frustrazione e rabbia nel partner, che di rimando provoca tristezza, rabbia e frustrazione anche nel soggetto con ADHD (Orlov, 2010).
Negli gli adulti con ADHD, non tutti gli aspetti del loro disturbo sono però percepiti come negativi. L’impulsività è stata segnalata da alcuni come un tratto che li rende divertenti e spontanei, le difficoltà di attenzione sono invece viste come promotrici di creatività e di concentrazione sui dettagli. L’iperattività è spesso vissuta come un aspetto di sé che “fornisce la giusta energia” per perseguire le proprie passioni (Ginapp, 2022).
Tuttavia, secondo numerosi studi, ancora gran parte di persone con ADHD mostrano livelli inferiori di soddisfazione della vita, di qualità di vita e di benessere generale (Agarwal et al., 2012; Buchanan, 2011; Gudjonsson et al., 2009)
Non sempre è facile per un adulto con ADHD chiedere aiuto. Ad oggi l’ADHD è ancora spesso sottodiagnosticato. Inoltre, gli adulti con ADHD possono presentare disturbi psichiatrici che mascherano i sintomi principali dell’ADHD (es. ansia, disturbi dell’umore, disturbo da uso di sostanze), con il risultato che solo una piccola parte di queste persone viene diagnosticata e trattata nel modo appropriato (Gazzotti, 2024).
Può succedere che, anche in quei casi in cui ai pazienti viene diagnosticato l’ADHD da bambini, molti di essi perdono l’accesso alle risorse quando passano dai servizi sanitari per bambini a quelli per adulti.
Per fortuna non è mai troppo tardi per cercare una diagnosi e un trattamento per l’ADHD e qualsiasi altra condizione di salute mentale che può verificarsi con esso. Un trattamento efficace può rendere la vita quotidiana più facile per molti adulti e le loro famiglie.
Il trattamento per l’ADHD può aiutare a gestire i sintomi e migliorare il funzionamento psico-sociale delle persone. I trattamenti più comuni per l’ADHD negli adulti sono:
Un trattamento efficace spesso comporta una combinazione di elementi. Tra gli Interventi non farmacologici, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) ha mostrato risultati molto promettenti nell’aiutare gli adulti a gestire i sintomi del disturbo.

Anziché esprimersi con l'irrequietezza fisica tipica dei bambini, nell'adulto diventa una costante tensione interna e un'iperattività mentale (overthinking).
È una focalizzazione intensa e assorbente su un compito specifico ritenuto altamente stimolante, che porta a perdere la cognizione del tempo e del contesto circostante.
Viene spesso mascherato o confuso con disturbi d'ansia, dell'umore o da abuso di sostanze, che tendono a nascondere la reale causa neurosviluppativa.
Grazie al Programma Prevenzione Psicologica inTHERAPY accedi al primo incontro, online o in presenza, con un contributo simbolico di 1 euro.

Cliccando su prenota la seduta dichiaro di aver letto e compreso l'informativa sulla privacy

Cliccando su prenota la seduta dichiaro di aver letto e compreso l'informativa sulla privacy

© 2026 inTHERAPY S.R.L. All Rights Reserved. P.IVA 14564130962