July 27, 2026
Ansia

Attacco di panico

4 caratteristiche per riconoscerlo e comprenderlo

A cura della redazione State of Mind

Punti chiave

  • L'attacco di panico è un'esperienza di intenso disagio emotivo accompagnata da una forte attivazione fisiologica e da un "effetto tunnel" dell'attenzione.
  • Il panico è spesso innescato da situazioni specifiche (spazi chiusi, luoghi affollati, calore) o anche solo da un pensiero che fa da "miccia".
  • Durante l'episodio, la persona diventa estremamente attenta ai propri segnali corporei (battito cardiaco, respiro), percependoli non come semplici fastidi ma come minacce mortali.
  • La catastrofizzazione è l'elemento chiave del panico; i sintomi fisici vengono interpretati erroneamente come segnali di un infarto imminente, di morte, di perdita di controllo o di follia.
  • Per paura di nuovi attacchi, si tendono a evitare certi luoghi o a mettere in atto comportamenti di prevenzione, che però alimentano il problema nel lungo termine.
  • Comprendere questi meccanismi e rivolgersi a percorsi qualificati, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, è fondamentale per interrompere il circolo della paura.

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INDICE

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Il panico: tra pensieri e sensazioni fisiche

Avere un attacco di panico non è affatto un’esperienza piacevole. La persona vive l’attacco con un forte senso di disagio emotivo accompagnato da un’attivazione fisiologica intensa.

Una volta che si innesca un attacco di panico, si verifica un intenso susseguirsi di pensieri ansiosi, attenzione selettiva (il cosiddetto effetto tunnel) e segnali corporei che amplificano l’ansia fino a trasformarla in vero e proprio panico. Più o meno velocemente, la persona si sente sopraffatta dall’ansia, dal battito cardiaco accelerato, difficoltà a respirare, sudorazione intensa e così via. E durante questi episodi, l’interpretazione errata e catastrofica dei segnali corporei porta la persona verso un’unica direzione: morirò, sto per avere un infarto, sto perdendo il controllo, sto impazzendo. Con ulteriore peggioramento dei sintomi fisici ed emotivi.

4 caratteristiche comuni di un attacco di panico

Conoscere le caratteristiche che rendono tale un attacco di panico può essere di aiuto per ridurre e gestire gli episodi di panico.

Situazioni ed esperienze attivanti

Il panico non nasce dal nulla, ma generalmente vi sono specifiche situazioni che innescano i pensieri e i sintomi ansiosi.  Molte persone vengono attivate da determinate situazioni o esperienze. Ad esempio, situazioni trigger possono essere spazi chiusi (come un ascensore o luoghi affollati), mezzi di trasporto, sensazioni di caldo e particolari situazioni sociali.

Anche nel caso in cui sembra che gli attacchi di panico si verifichino improvvisamente e senza preavviso, in realtà c’è sempre quanto meno un pensiero che fa da miccia attivante: ad esempio, un grande classico: “E se proprio ora dovessi avere il panico” ?

Attenzione selettiva e ipervigilanza sui sintomi fisici

Durante un attacco di panico la persona diviene ipervigilante rispetto ai sintomi corporei e alle sensazioni di attivazione fisiologica, che vengono vissuti non solo come fastidiosi, ma letteralmente come pericolosi e minacciosi. Di conseguenza, avendo l’attenzione costantemente focalizzata sullo stato fisico, la reazione di allerta innesca ulteriori sintomi fisici di iper-arousal (incremento battito cardiaco, frequenza respiratoria, pressione arteriosa, sudorazione, tensione muscolare, etc.)

Catastrofizzazione e interpretazione erronea

La catastrofizzazione rappresenta il vero ingrediente segreto e la chiave dell’insorgenza e del mantenimento dell’attacco di panico.

Nel contesto di un attacco di panico, i sintomi fisici vengono erroneamente interpretati come segnali di un pericolo gravissimo per l’incolumità della persona e/o per il suo senso di controllo: i pensieri catastrofici tipici includono “sto per avere un infarto”, “sto per morire”, “non riesco più a respirare”, “sto perdendo il controllo”, “sto per svenire”, “sto impazzendo”. In aggiunta, possono esservi pensieri secondari, sulla indisponibilità dell’altro come supporto e come aiuto “nessuno mi aiuterà”, “non posso fuggire da questa situazione”, oppure anche di timore del giudizio e di umiliazione “penseranno che sono inadeguata”.

Evitamenti e comportamenti di prevenzione della minaccia

L’evitamento è la principale strategia disfunzionale per tentare di tenere a bada la possibilità che insorga un attacco di panico. Misura estrema per prevenirne anche solo una remota possibilità, le persone scelgono di evitare le situazioni e le esperienze che potrebbero innescare l’ansia e di conseguenza il circolo del panico. Se è vero che nel breve termine l’evitamento o la fuga possono prevenire o ridurre l’ansia, nel medio e lungo termine la peggiorano.

Similmente, i comportamenti di prevenzione della minaccia sono comportamenti messi in atto per prevenire la catastrofe temuta.
Esempi sono il portarsi una bottiglietta di acqua per calmare l’ansia, sedersi sempre verso l’esterno al cinema per agevolare la fuga in caso di necessità; prima di recarsi in un luogo, informarsi sulla vicinanza di ospedali in caso di malore. Anche questi comportamenti sono disadattivi poiché non agevolano la promozione del senso di fiducia nella propria capacità di tollerare e regolare l’ansia e di disconfermare la catastrofe temuta.

FAQ

È POSSIBILE AVERE UN ATTACCO DI PANICO SENZA UN MOTIVO APPARENTE?

Anche quando sembra improvviso, esiste quasi sempre un fattore scatenante. Può trattarsi di una situazione esterna (come un mezzo di trasporto) o di un pensiero attivante, come il timore preventivo di stare male in quel momento ("E se avessi il panico proprio ora?").

QUALI SONO I PENSIERI CATASTROFICI PIÙ COMUNI DURANTE UN ATTACCO?

I pensieri tipici riguardano l'incolumità fisica o mentale: la persona teme di avere un infarto, di non riuscire più a respirare, di impazzire o di perdere totalmente il controllo. Possono esserci anche timori legati al giudizio altrui o alla convinzione che nessuno sarà in grado di aiutarla.

OLTRE ALLA PAURA DI UN MALORE FISICO, QUALI ALTRI TIMORI POSSONO EMERGERE DURANTE IL PANICO?

La catastrofizzazione tipica del panico non riguarda solo l'incolumità fisica, ma coinvolge spesso la paura di perdere il controllo o di impazzire. Inoltre, possono manifestarsi timori legati alla disponibilità di aiuto ("nessuno mi aiuterà") e preoccupazioni relative al giudizio sociale, come la paura di apparire inadeguati o di provare un profondo senso di umiliazione davanti agli altri.

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Bibliografia
  • Andrews, G. et al. (2003). Trattamento dei disturbi d’ansia. Guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo. Centro Scientifico Editore.

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