September 15, 2026
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inTherapy al Congresso internazionale di MetacognitiveTherapy di Oxford

Perché alcune persone migliorano più rapidamente di altre durante una terapia?

a cura di inTherapy

  • Perché alcune persone migliorano più rapidamente in psicoterapia? Una ricerca su oltre 1.500 percorsi analizza i fattori che possono influenzare la risposta alla terapia.
  • La gravità dei sintomi iniziali non determina necessariamente la velocità del miglioramento: contano anche il modo in cui una persona gestisce pensieri ed emozioni e alcune caratteristiche individuali.
  • Una psicoterapia sempre più personalizzata: comprendere i fattori che possono facilitare o rallentare il cambiamento può aiutare a costruire interventi terapeutici più mirati ed efficaci.

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inTherapy al Congresso internazionale di Metacognitive Therapy di Oxford

Il Prof. Gabriele Caselli, Direttore di IPER-LAB della Sigmund Freud University di Milano, Direttore Scientifico di StudiCognitivi e membro del Comitato Scientifico di inTherapy, ha partecipato al Congresso internazionale di Metacognitive Therapy di Oxford presentando una ricerca sui fattori che possono influenzare la risposta alla psicoterapia.

La domanda di partenza è molto concreta: perché alcune persone migliorano più rapidamente di altre durante una terapia?

Lo studio, sviluppato nell’ambito della collaborazione tra SFU, Studi Cognitivi e inTherapy, ha analizzato un ampio campione di oltre 1.500 percorsi di psicoterapia, mettendo in relazione sintomi, caratteristiche di personalità e modalità con cui le persone cercano di gestire pensieri ed emozioni.

Un risultato particolarmente interessante è che stare peggio all’inizio non significa necessariamente fare più fatica a migliorare.Alcune caratteristiche associate alla gravità dei sintomi sono infatti diverse da quelle legate a un cambiamento più lento nelle prime fasi della terapia.

La ricerca suggerisce che possa essere importante osservarenon solo quanto una persona sta male, ma anche come reagisce alproprio disagio. Per esempio, un bisogno molto rigido di controllare ipensieri o alcune modalità impulsive o conflittuali di affrontare le difficoltàpossono rendere più complesso il cambiamento terapeutico.

Questi risultati aprono una prospettiva interessante per lapsicoterapia: comprendere meglio le caratteristiche individuali che possonofacilitare o rallentare il cambiamento potrebbe aiutare a costruire interventisempre più personalizzati.

La presentazione di Oxford testimonia inoltre il valoredella collaborazione tra ricerca universitaria e pratica clinica,utilizzando l’esperienza maturata su un numero molto ampio di percorsiterapeutici per generare nuove domande scientifiche e migliorareprogressivamente la qualità degli interventi.

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