A cura della redazione State of Mind

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Per i familiari il processo del lutto spesso può iniziare già con la comunicazione di una diagnosi grave e con il progredire della malattia di un loro caro. All’improvviso, con l’arrivo di una diagnosi grave, un familiare può ritrovarsi nel ruolo di caregiver e deve affrontare la consapevolezza che il proprio partner o il proprio genitore è gravemente malato e necessita di assistenza. In questo senso, spesso se in fase terminale, può innescarsi quello che viene definito il lutto anticipatorio.
Il lutto anticipatorio nel caregiver consiste in una serie di vissuti emotivi e psicologici per cui la sofferenza e il dolore per la possibile perdita di una persona cara si attivano già nella fase della malattia prima che la perdita si verifichi effettivamente.
In queste situazioni, il caregiver assiste e si prende cura del proprio caro, e al contempo vive anticipatamente la perdita e il processo del lutto, con vissuti di tristezza, sofferenza, disperazione, rabbia; spesso emergono sensazioni di impotenza, angoscia in un contesto in cui nel corso di un’attesa estenuante si alternano momenti di speranza a momenti di consapevolezza che la perdita avverrà. Il lutto anticipatorio è quindi per il caregiver il dolore di un familiare che, mentre assiste, inizia già a dire addio.
Il ruolo del caregiver quindi può risultare emotivamente complesso e molto stressante da diversi punti di vista; anche gli aspetti emotivi legati alla difficoltà di gestire il peggioramento di una malattia sino alle fasi terminali vanno riconosciuti e compresi.
Vi sono alcuni segnali che si manifestano a diversi livelli e possono indicare che la persona stia vivendo una condizione di lutto anticipatorio.
A livello emotivo, possono emergere intensa tristezza e ansia, angoscia, rabbia, tendenza al pianto, mentre a livello cognitivo si può avere una sensazione di confusione mentale, difficoltà di concentrazione, modalità di pensiero ripetitivo negativo, quali ruminazione e rimuginio.
Inoltre si possono osservare difficoltà nel sonno, disregolazione dell’appetito, tendenza all’isolamento sociale e scarsa condivisione emotiva, nonchè un senso di costante iper-allerta attivato dalla situazione di prolungata attesa in cui qualcosa di estremamente doloroso potrebbe accadere. Alcuni aspetti del lutto anticipatorio possono inoltre coinvolgere atteggiamenti difensivi di negazione, evitamento e diniego della gravità della malattia e della reale possibilità di perdere il proprio caro.
Da un certo punto di vista, il lutto anticipatorio può avere una propria funzione adattiva e fisiologica, una reazione comprensibile a una situazione straordinariamente dolorosa. In qualche misura permette di iniziare a elaborare la perdita prima che inizi il vero e proprio lutto.
Quindi, i segnali di un lutto anticipatorio non vanno considerati esagerati né vanno giudicati come debolezze della persona che li sperimenta, ma viceversa devono essere compresi e legittimati.
In tal senso, può essere utile un intervento di supporto psicologico individuale che possa aiutare la persona a condividere e comprendere i propri vissuti emotivi, a gestire le emozioni intense e a mettere in atto strategie di coping efficaci di fronte a fasi altamente stressanti e dolorose. I gruppi di supporto per familiari caregiver che assistono un loro caro in fase terminale (spesso organizzati da associazioni) rappresentano un’opportunità per condividere esperienze, ricevere sostegno emotivo e avere informazioni utili. Anche le reti sociali informali (famiglia allargata, amici, colleghi) possono giocare un ruolo protettivo e di supporto per il caregiver in difficoltà, facilitando i processi di comunicazione e condivisione emotiva, nonché fornendo aiuto pratico e materiale.
Il lutto anticipatorio è un insieme di vissuti psicologici dolorosi che si attivano in risposta alla diagnosi di una malattia grave o terminale di un caro. Ne soffrono principalmente i caregiver, i quali iniziano a elaborare la perdita e a vivere il processo del lutto mentre si prendono ancora cura della persona malata.
I sintomi possono presentarsi a più livelli: emotivamente con angoscia e rabbia; cognitivamente con difficoltà di concentrazione e ruminazione; fisicamente con insonnia e iper-allerta. Possono verificarsi anche tendenza all'isolamento e negazione della reale possibilità di perdere il proprio familiare.
È fondamentale legittimare e non giudicare le proprie emozioni, comprendendo che si tratta di una reazione adattiva a una situazione dolorosa. Per gestire il carico emotivo, è consigliabile richiedere un supporto psicologico specialistico o partecipare a gruppi di mutuo aiuto dove condividere esperienze con altri caregiver in situazioni simili.
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