July 25, 2026

Suicide survivors

Il dolore di chi resta

A cura della redazione State of Mind

Punti chiave

  • Il termine Suicide Survivors si riferisce ai familiari e agli amici che subiscono la perdita di una persona cara a causa di un suicidio, affrontando un lutto dai contorni traumatici.
  • I sopravvissuti possono manifestare depressione, disturbo da lutto persistente, ansia, rabbia, forte senso di colpa, vergogna e sintomi da stress post-traumatico.
  • Il lutto è caratterizzato dalla ricerca incessante delle motivazioni del gesto e dal risentimento verso se stessi o altri per non aver saputo prevenire l'evento.
  • Il giudizio sociale e lo stigma che circonda il suicidio possono spingere i familiari all'isolamento e alla vergogna, rendendo difficile la richiesta di aiuto.
  • Un intervento psicoterapico tempestivo è fondamentale per elaborare il dolore "ereditato" e supportare il sopravvissuto nel processo di accettazione.

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INDICE

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I suicide survivors: le conseguenze di una morte per suicidio

Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità, più di 720 000 persone muoiono per suicidio ogni anno nel mondo e il suicidio rappresenta la terza causa di morte nella popolazione giovane di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Il dramma di una morte per suicidio impatta in maniera significativa i familiari e gli amici del defunto, i quali si trovano ad affrontare una perdita e un lutto devastante dai contorni traumatici. In letteratura, con il termine “suicide survivors” si fa riferimento proprio a parenti e amici che perdono un loro caro a causa di un suicidio.

L’impatto psicologico della morte suicidaria sui survivors è di elevata intensità, si può definire traumatico, e le ripercussioni possono includere depressione, disturbo da lutto persistente e complicato, sintomi ansiosi, stati emotivi di rabbia,  senso di colpa e vergogna, tendenze all’isolamento, reazioni sintomatologiche che si riferiscono ai disturbi dello stress traumatico (es. disturbo acuto da stress, disturbo post-traumatico da stress) (de Groot, Kollen, 2013).

Una delle possibili conseguenze gravi per i sopravvissuti è rappresentata dalle sequele suicidarie, che includono ideazione, pianificazione e tentativi di suicidio in relazione a una profonda angoscia e disperazione (Campos, Holden e Santos, 2018). Il processo di lutto nei sopravvissuti può quindi essere associato a pensieri suicidari e tentativi di suicidio (Latham et al, 2004).

Il lutto a seguito di un gesto suicidario

Il processo del lutto relativo alla perdita di un caro in seguito a un suicidio presenta aspetti peculiari che lo differenziano da altri tipi di lutti (Harwod et al, 2002). In molti casi, il dolore è insidioso e pervasivo, accompagnato da emozioni e vissuti complessi e intensi, come ad esempio senso di colpa e risentimento verso sé stessi o altri membri della famiglia per il fatto che si sarebbe potuto fare qualcosa per evitare e prevenire il gesto estremo.

I survivors in alcuni casi ricercano e continuamente si domandano le ragioni della scelta suicidaria. Molto spesso emerge la rabbia rivolta alla persona suicida, con l’idea che di fatto il suicida, decidendo di porre fine alla propria vita, decide di terminare anche la possibilità di rapporto e relazione con loro lasciando un senso di abbandono e gravi effetti su chi rimane.

I sopravvissuti riportano quindi in molti casi reazioni di shock, rifiuto e negazione della perdita, ottundimento emotivo, rabbia, vergogna, disperazione, incredulità, depressione, tristezza, solitudine, sentimenti di abbandono, ansia e irritabilità.

Un ulteriore aspetto doloroso è la vergogna, spesso inerente allo stigma che circonda una morte per suicidio; lo stigma ha radici storiche profonde nei tempi passati in cui spesso, oltre ad altre conseguenze sul sistema familiare, si negava persino il rito funebre e la sepoltura nei casi di morte per suicidio. Ad oggi vi è il rischio che le famiglia della vittima di suicidio venga vista come diversa, depositaria di qualcosa di terrifico oppure venga persino giudicata per il dramma che si ritrova a vivere. La rete sociale quindi può fare la differenza in tal senso, combattendo lo stigma, l’emarginazione e l’isolamento, e supportando emotivamente e materialmente i survivors.

Un aiuto specialistico per i survivors

In altre parole, l’estremo dolore psicologico che avrebbe portato la persona al suicidio non ha fine con la morte del suicida ma viene in qualche misura ereditato dai survivors.

In tal senso, risulta fondamentale un intervento psicoterapico e psicosociale tempestivo a supporto dei suicide survivors, da parte di personale qualificato ed esperto per accompagnare la persona nel processo di elaborazione e accettazione del lutto per suicidio nelle sue sfaccettature estremamente complesse.  Anche i gruppi di supporto di mutuo aiuto possono rappresentare un valido sostegno per i survivors, in cui esprimere e condividere il proprio dolore e ottenere supporto.

FAQ

CHI SONO I SUICIDE SURVIVORS E PERCHÉ PROVANO UN SENSO DI COLPA COSÌ FORTE?

I suicide survivors sono i parenti e gli amici che affrontano la morte per suicidio di un caro. Il senso di colpa è un tratto distintivo di questo tipo di lutto, alimentato dal risentimento verso se stessi per non aver saputo prevenire il gesto estremo. I survivors tendono a ricercare ossessivamente il "perché" della scelta del caro, tormentandosi con l'idea che un loro intervento avrebbe potuto cambiare l'esito della vicenda. Questo vissuto rende il dolore particolarmente insidioso e pervasivo, complicando il naturale processo di guarigione.

IN CHE MODO LO STIGMA SOCIALE INFLUISCE SUL RECUPERO DEI SUICIDE SURVIVORS?

Lo stigma può spingere i familiari verso l'isolamento e la vergogna, poiché spesso la famiglia viene percepita come "diversa" o giudicata per il dramma vissuto. Questa pressione sociale ha radici storiche profonde, legate a epoche in cui venivano persino negati i riti funebri a chi moriva per suicidio. Combattere l'emarginazione attraverso una rete sociale solida è fondamentale per supportare i sopravvissuti ed evitare che il dolore ereditato si trasformi in un isolamento cronico.

COME SI PUÒ AIUTARE UN SOPRAVVISSUTO A ELABORARE IL LUTTO?

È essenziale un supporto specialistico psicoterapico mirato alla gestione del trauma e delle emozioni complesse legate alla perdita. Anche i gruppi di mutuo aiuto e una rete sociale solida che combatta lo stigma e l'emarginazione sono strumenti fondamentali per favorire il recupero psicologico.

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Bibliografia
  • World Health Organization. Suicide
  • Campos, R. C., Holden, R. R., & Santos, S. (2018). Exposure to suicide in the family: Suicide risk and psychache in individuals who have lost a family member by suicide. Journal of Clinical Psychology, 74(3), 407-17.
  • de Groot M, Kollen BJ. Course of bereavement over 8-10 years in first degree relatives and spouses of people who committed suicide: longitudinal community based cohort study. BMJ. 2013 Oct 2;347:f5519.
  • Grad, O. T. (2005). Suicide survovivorship: an unknown journey from loss to gain – from individual to global perspective. In K. Hawton (a cura di) Prevention and treatment of suicidal behavior. Oxford University Press, Oxford.
  • Harwood, D., Hawton, K., Hope, T., & Jacoby, R. (2002). The grief experiences and needs of bereaved relatives and friends of older people dying through suicide: a descriptive and case-control study. Journal of affective disorders, 72(2), 185-194.
  • Latham, A. E., & Prigerson, H. G. (2004). Suicidality and bereavement: complicated grief as psychiatric disorder presenting greatest risk for suicidality. Suicide & life-threatening behavior, 34(4), 350-362
  • Pompili M. (2022). Il rischio di suicidio. Valutazione e gestione. Raffaello Cortina Editore

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