Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) in età adulta
L’ADHD negli adulti
Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività - ADHD è una condizione clinica con esordio nell'infanzia e nella preadolescenza, caratterizzata da:
- deficit di attenzione
- iperattività
- impulsività
Questi aspetti portano a una significativa compromissione del funzionamento scolastico/lavorativo, familiare e sociale.
L’ ADHD è un disturbo del neurosviluppo che di frequente persiste in età adulta, sebbene venga spesso sottodiagnosticato e quindi non sempre efficacemente trattato (Salvi et al., 2019; Zadra et al., 2020).
L’ ADHD infatti è stato a lungo ritenuto come un qualcosa di relativo esclusivamente all’età evolutiva, quindi a bambini e adolescenti, e poca attenzione è stata data a cosa accade a questi bambini e ragazzi una volta raggiunta l’età adulta, o anche a come può manifestarsi l’ ADHD in età adulta. In alcuni casi può accadere che il disturbo non venga rilevato nemmeno nel corso dell’infanzia, rendendo così più difficile la diagnosi nell’adulto.
Gli adulti con ADHD possono vivere una serie di problematiche in diverse sfere di vita come il lavoro, l’autostima, le relazioni interpersonali.
Sintomi e manifestazioni dell’ADHD negli adulti
Tra i sintomi più significativi dell’ ADHD nell’adulto, che contribuiscono alle difficoltà in ambito sia lavorativo che relazionale, ci sono:
- difficoltà nella pianificazione e nell’organizzazione
- irrequietezza
- impulsività.
In aggiunta ai sintomi tipici di disattenzione, iperattività e impulsività utilizzati come criteri diagnostici, si possono riscontrare sintomi ADHD aggiuntivi, come ad esempio:
- disregolazione emotiva,
- disturbi del sonno,
- mindwandering (la tendenza della mente a vagare),
- iperfocusing (il totale assorbimento in un’attività)
- sensation seeking (la ricerca di sensazioni forti e di novità).
L’ ADHD nell’adulto può manifestarsi con la prevalenza di alcuni sintomi piuttosto che di altri. Questo consente di distinguere tra diverse manifestazioni del disturbo, ovvero:
- manifestazione con disattenzione predominante,
- manifestazione con iperattività/impulsività predominanti
- manifestazione combinata.
Le diverse manifestazioni possono suggerire diversi livelli di gravità del disturbo e/o associarsi ad altri disturbi psicologici (Salvi et al., 2019).
Ad esempio, studi recenti hanno dimostrato un'associazione tra la manifestazione combinata e una maggiore gravità dell' ADHD, spesso accompagnato da abuso di sostanze e nevroticismo. Riconoscere il tipo di manifestazione di ADHD negli adulti rappresenta quindi un ulteriore elemento fondamentale per orientare prognosi e trattamento.
ADHD adulti: l’impatto nelle relazioni e nella vita quotidiana
Relazioni Sentimentali
L’ ADHD negli adulti risulta associato a problematiche nelle relazioni sentimentali (Kosheleff et al. 2023) .
Secondo diverse ricerche (JJS Kooij, 2018 ; Minde et al., 2003 ; Guendelman et al., 2016 ; Wymbs et al., 2012), gli adulti con ADHD avrebbero:
- meno relazioni sentimentali e di durata inferiore;
- minore soddisfazione coniugale;
- tassi di divorzio più elevati rispetto agli adulti senza ADHD;
- tassi di convivenza e matrimonio inferiori alla media;
- maggior rischio, indipendentemente dal genere, di essere sia autori che vittime di violenza domestica, sia fisica che psicologica.
Relazioni tra pari
L’ ADHD in età adulta mostrerebbe un impatto significativo anche sulle relazioni tra pari (Kosheleff et al. 2023).
Gli studi (Harpin et al., 2016 ; McKee, 2017 ; Stickley et al., 2017) suggeriscono che, nel complesso, gli adulti con ADHD mostrerebbero:
- peggiori abilità sociali,
- problemi di amicizia significativamente maggiori,
- difficoltà a interagire con i membri del sesso opposto
A lungo termine, l'impatto negativo cumulativo di queste difficoltà sociali può contribuire a un aumento significativo della solitudine riportata negli adulti con ADHD (Stickley et al., 2017 ).
Queste difficoltà possono essere particolarmente problematiche per i giovani adulti nei momenti di transizione, come ad esempio il passaggio dall'università al mondo del lavoro, un periodo di sviluppo caratterizzato da grandi cambiamenti e in cui molti giovani adulti si trovano lontani da casa per la prima volta (Khalis et al., 2018).
Percorso scolastico
Negli studenti universitari con ADHD si riscontrano problematiche legate a:
- minor organizzazione e metodi di studio poco strutturati
- scarsi comportamenti di autocontrollo
- tendenza alla procrastinazione
In particolare queste problematiche risultano maggiormente associate ai sintomi di disattenzione piuttosto che quelli di iperattività/impulsività e tendono ad avere un impatto maggiore sul rendimento scolastico (Kosheleff et al. 2023; Ebejer et al., 2012).
Percorso professionale
L' ADHD negli adulti risulterebbe inoltre associato a compromissioni nella sfera lavorativa ed economica (Kosheleff et al. 2023).
Gli adulti con ADHD avrebbero una probabilità maggiore di sperimentare:
- bassa stabilità lavorativa
- problemi con i colleghi e superiori
- abbandono impulsivo del lavoro (a volte anche solo per noia)
- licenziamenti
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimostrato che, rispetto ai soggetti di controllo senza ADHD, nei lavoratori con ADHD si riscontrano, in media, un maggior numero di assenze per malattia e un maggior numero di giorni associati a una riduzione della quantità e della qualità del lavoro nell’arco di un anno (Kosheleff et al. 2023).
ADHD negli adulti e associazione con altri disturbi
Gli adulti con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività possono presentare dei disturbi psichiatrici concomitanti che spesso mascherano i principali sintomi dell’ADHD, tra questi troviamo:
- i disturbi dell’umore,
- i disturbi d’ansia,
- il disturbo da uso di sostanze.
Quando alla presenza di ADHD si associano altri disturbi, si riduce la possibilità di diagnosticare e trattare l’ADHD nel modo appropriato (Salvi et al., 2019, Barbuti et al., 2023).
La diagnosi di ADHD in età adulta
La diagnosi di ADHD nell’adulto è un tema a cui la comunità scientifica sta dando finalmente attenzione in tempi relativamente recenti: in Italia ancora pochi i centri specializzati nella diagnosi e nella terapia dell’ADHD negli adulti (Zadra et al., 2020). Grazie a studi longitudinali si può affermare che circa due terzi di bambini e adolescenti con ADHD continuano a sperimentare difficoltà dovute all’ADHD in età adulta e il fallimento nella diagnosi e nel trattamento degli adulti con ADHD ha importanti costi sia per il singolo sia a livello di sanità pubblica (Zadra et al., 2020).
La diagnosi di ADHD deve essere effettuata da clinici adeguatamente formati e avviene attraverso strumenti che vanno a valutare il funzionamento della persona al momento attuale ma anche durante la sua storia di vita; per questo è opportuno che, oltre al paziente, sia possibile coinvolgere nel percorso diagnostico un genitore o un familiare che possa fornire informazioni sull’infanzia dell’individuo.
Consulta la pagina dedicata al servizio di valutazione dell'ADHD nell'adulto di inTHERAPY.
Il trattamento dell’ADHD in età adulta
Psicoeducazione
Il primo passo nel trattamento dell’ADHD è la psicoeducazione, cioè promuovere nell’adulto con ADHD la conoscenza del proprio funzionamento, sfatare i falsi miti e aprire alla possibilità di capire meglio cosa modificare e come farlo.
La psicoeducazione riduce la gravità del disturbo, diminuisce l’iperattività e l’impulsività, incrementa l’attenzione e il livello di autostima e diminuisce i sintomi ansioso-depressivi che spesso possono essere presenti in comorbidità. Poiché ognuno è diverso e le manifestazioni dell’ADHD possono variare, è importante che la psicoeducazione sia adattata alla persona, considerando le sue specificità.
Psicoterapia
È spesso utile che l’adulto con ADHD possa svolgere anche un percorso psicoterapeutico per rileggere alla luce della diagnosi l’eventuale visione negativa di sé che può essersi strutturata in seguito a esperienze del passato nelle quali veniva dato un feedback negativo (spesso i bambini con ADHD vengono etichettati come pigri, svogliati) e per intervenire sugli altri disturbi o sintomi spesso associati al disturbo.
Terapia farmacologica
In alcuni casi può essere utile l’introduzione di una terapia farmacologica a discrezione del medico psichiatra.
Bibliografia
- Migliarese, G., Venturi, V. Reibman, Y. L. & Mencacci, C. (2024). ADHD negli adulti. Un modello per l’intervento psicoeducativo. Erickson.
- Salvi, V., Migliarese, G., Venturi, V., Rossi, F., Torriero, S., Viganò, V., ... & Mencacci, C. (2019). ADHD in adults: clinical subtypes and associated characteristics. Rivista di Psichiatria, 54(2), 84-89.
- Zadra, E., Giupponi, G., Migliarese, G., Oliva, F., De Rossi, P., Gardellin, F., ... & Conca, A. (2020). Survey on centres and procedures for the diagnosis and treatment of adult ADHD in public services in Italy. Rivista di psichiatria, 55(6), 355-365.
- Barbuti, M., Maiello, M., Spera, V., Pallucchini, A., Brancati, GE, Maremmani, AGI, Perugi, G., & Maremmani, I. (2023). Sfide del trattamento dell'ADHD con disturbo da uso di sostanze in comorbilità: considerazioni per il medico. Giornale di medicina clinica , 12 (9), 3096. https://doi.org/10.3390/jcm12093096
- Eakin L., Minde K., Hechtman L., Ochs E., Krane E., Bouffard R., Greenfield B., Looper K. (2004). The marital and family functioning of adults with ADHD and their spouses. Journal of Attention Disorders, 8(1), 1–10.
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- Harpin V., Mazzone L., Raynaud J. P., Kahle J., Hodgkins P. (2016). Long-term outcomes of ADHD: A systematic review of self-esteem and social function. Journal of Attention Disorders, 20(4), 295–305. https://doi.org/10.1177/1087054713486516
- McKee T. E. (2017). Peer relationships in undergraduates with ADHD symptomatology: Selection and quality of friendships. Journal of Attention Disorders, 21(12), 1020–1029.
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- Ebejer J. L., Medland S. E., van der Werf J., Gondro C., Henders A. K., Lynskey M., Martin N. G., Duffy D. L. (2012). Attention deficit hyperactivity disorder in Australian adults: Prevalence, persistence, conduct problems and disadvantage. PLoS ONE, 7, e47404.
- Alisa R. Kosheleff, Oren Mason, Rakesh Jain, Jennifer Koch, Jonathan Rubin (2023) Functional Impairments Associated With ADHD in Adulthood and the Impact of Pharmacological Treatment . Journal of Attention DisordersVolume 27, Issue 7, May 2023, Pages 669-697. https://doi.org/10.1177/10870547231158572
Domande più frequenti
L’ adhd è un disturbo del neurosviluppo che nasce nell'infanzia e può persistere in età adulta, condizionando l'attenzione, l'organizzazione e il controllo degli impulsi. Negli adulti si manifesta spesso con una marcata irrequietezza interna, tendenza alla procrastinazione e difficoltà a mantenere la stabilità nelle relazioni sentimentali e nel percorso professionale.
I sintomi più comuni includono una cronica difficoltà nella pianificazione del tempo, disorganizzazione, forte impulsività e instabilità emotiva. A questi si possono associare manifestazioni come i disturbi del sonno, il mindwandering (la mente che vaga continuamente) o, al contrario, momenti di iperfocusing in cui ci si assorbe totalmente in una singola attività.
in inTHERAPY la diagnosi di ADHD negli adulti avviene attraverso questi step:
- Primo colloquio con un clinico esperto (Case Manager);
- Compilazione di test autosomministrati e secondo colloquio di restituzione psicodiagnostica con il Case Manager;
- Colloquio di 1 ora svolto da un terapeuta esperto in ADHD di approfondimento anamnestico sulla storia clinica del disturbo;
- Colloquio di 2 ore svolto dallo specialista in ADHD per la somministrazione di un'intervista semi-strutturata in cui si richiede la presenza di un genitore o un familiare che possa fornire informazioni sul paziente in età infantile;
- Colloquio di restituzione in cui lo specialista in ADHD consegnerà il referto con l’eventuale diagnosi e l’indicazione terapeutica.
Il trattamento più efficace è di tipo multimodale. Prevede la psicoeducazione per comprendere il proprio funzionamento, la psicoterapia per ristrutturare l'autostima e apprendere strategie pratiche di gestione quotidiana, e infine, dove necessario, il supporto farmacologico prescritto da uno psichiatra specializzato.



