Terapia Dialettico Comportamentale: Cos'è e Come Funziona

Come gestire le emozioni e i comportamenti autolesivi con la Terapia Dialettico Comportamentale.

Che cos'è la Terapia Dialettico Comportamentale

La Terapia Dialettico Comportamentale (Dialectical Behaviour Therapy, abbreviata in DBT) è una psicoterapia di dimostrata efficacia per i pazienti con diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità, anche nei casi in cui siano presenti comportamenti autolesivi o tendenze suicidarie.

La teoria biosociale su cui si fonda la Terapia Dialettico Comportamentale

Secondo la DBT la difficoltà a regolare e gestire le emozioni e il comportamento hanno un ruolo importante in diversi disturbi psicologici, come il disturbo borderline; tale difficoltà sarebbe il risultato della combinazione di molteplici fattori, illustrati in quello che viene chiamato “modello biosociale e dialettico”.

La teoria biosociale della personalità sostiene che non esiste un’unica causa che porta allo sviluppo del disturbo borderline di personalità, ma che si tratta di un disturbo che ha cause multifattoriali. Secondo questa teoria il funzionamento mentale è il risultato di fattori temperamentali-biologici e ambientali che interagiscono tra loro; tra questi troviamo una elevata vulnerabilità emotiva di partenza e un ambiente invalidante durante l’infanzia.

Vulnerabilità emotiva

La vulnerabilità emotiva è caratterizzata da un’alta sensibilità alle situazioni che attivano le emozioni e dal provare emozioni con una forte intensità (tempesta emotiva). Per gestire questa tempesta emotiva l’individuo mette in atto risposte estremizzate o drammatiche che durano a lungo e sono difficili da calmare.

Ambiente invalidante

Un ambiente invalidante durante l’infanzia è un ambiente trascurante, non accogliente o che ha sminuito e non supportato il bambino nei processi di sintonizzazione e regolazione delle emozioni.

Che tipo di trattamento propone la DBT

La Terapia Dialettico Comportamentale prevede una complessa organizzazione della proposta di trattamento che coinvolge un team multidisciplinare di specialisti che lavorano in modo coordinato per dare risposta alla complessità dei bisogni dei pazienti che vengono presi in carico.

Infatti nella DBT si parla di co-terapia proprio perché è previsto il coinvolgimento di più specialisti curanti che offrono diversi interventi, tra cui:

  1. La psicoterapia individuale
  2. Un intervento di gruppo di apprendimento di abilità psicosociali (definito “skills training”)
  3. Il trattamento farmacologico (ove necessario)
  4. Momenti di consultazione telefonica con il paziente
  5. Momenti di consultazione tra terapeuti per il confronto e la gestione dei trattamenti in atto

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Come funziona la Terapia Dialettico Comportamentale

Centrale nella DBT è l’equilibrio dinamico tra obiettivi terapeutici opposti: l’accettazione di se stessi e della propria situazione nella vita, da un lato, e il cambiamento verso una vita migliore, dall’altro. È in questo assunto che si racchiude il significato di “Dialettico”, che indica - per l’appunto - il raggiungimento di un equilibrio tra opposti. 

Questo equilibrio, nell’approccio della DBT, si raggiunge andando a lavorare su alcuni aspetti psicopatologici specifici, tra cui la disregolazione emotiva e comportamentale, la gestione delle crisi, l’instabilità dell’immagine di sé e dell’altro, l’instabilità delle relazioni interpersonali.

Il lavoro, nella Terapia Dialettico Comportamentale, avviene - come anticipato - combinando la psicoterapia individuale con interventi di gruppo (skill training) finalizzati all’apprendimento di specifiche abilità di regolazione emotiva, di gestione della sofferenza e dell’angoscia e di gestione delle interazioni e relazioni interpersonali. 

DBT Skill Training: le quattro categorie di abilità 

La partecipazione ai gruppi DBT di skill training permette al paziente di apprendere o affinare determinate abilità che rientrano in quattro categorie, ognuna delle quali è progettata per risolvere una diversa serie di problemi. 

Le prime due indicano la via per accettare la realtà così com’è, mentre le ultime due sono abilità di cambiamento che aiutano i pazienti a effettuare nella loro vita i cambiamenti di cui hanno bisogno.

  • Abilità di mindfulness: aiutano a osservare in modo consapevole se stessi e gli altri intorno a sé, nel momento presente, sospendendo il giudizio; 
  • Abilità di tolleranza della sofferenza: insegnano a gestire e tollerare in maniera più adattiva l’angoscia e le situazioni di crisi in modo da poter trovare una soluzione efficace per qualsiasi cosa le stia causando, prevenedo così agiti e condotte altamente disfunzionali e autolesive. 
  • Abilità di regolazione delle emozioni: attraverso interventi di psicoeducazione, momenti esperienziali e homework, si apprendono abilità di riconoscimento delle emozioni e di gestione efficace delle stesse, in modo da non reagire agli avvenimenti senza riflettere e senza dire o fare cose che peggiorano la situazione. 
  • Abilità di efficacia interpersonale: aiutano ad analizzare le situazioni interpersonali e a comunicare i propri obiettivi, mantenendo il rispetto di sé senza mettere in crisi le relazioni; sono abilità che aiutano a essere efficaci nei rapporti con gli altri – sia con le persone care, sia con quelle con cui si interagisce ogni giorno, per esempio al lavoro. 

Efficacia della Terapia Dialettico Comportamentale

La DBT è inclusa nelle Linee Guida dell’American Psychiatric Association (2001) e nelle Linee Guida NICE (2009) tra le terapie “Evidence Based”, cioè di provata efficacia empirica, per il trattamento del disturbo borderline e per questo motivo rappresenta uno dei trattamenti di prima scelta per i pazienti con questo disturbo.

Numerosi studi empirici hanno dimostrato in modo sempre più consolidato l’efficacia della terapia dialettico comportamentale nel Disturbo Borderline di Personalità soprattutto nella riduzione degli agiti autolesivi e dei comportamenti suicidari, del ricorso all’ospedalizzazione, dell’abbandono delle cure, dell’abuso di sostanze e nell’incremento delle abilità psicosociali e di regolazione delle emozioni.

Come si è evoluta la DBT

La DBT è stata sviluppata da Marsha Linehan, professoressa e ricercatrice di Psicologia Clinica presso la Washington University di Seattle (USA) negli anni Ottanta.

Si tratta di un trattamento psicoterapico originariamente sviluppato per soggetti con condotte parasuicidarie o suicidarie e in seguito applicato a soggetti con disturbo di personalità borderline.

Nel corso del tempo la Terapia Dialettico Comportamentale si è adattata per il trattamento di altre condizioni psicopatologiche in cui la disregolazione emotiva gioca un ruolo importante, quali i disturbi dell’alimentazione (bulimia, binge eating), la dipendenza da sostanze e da alcol, la tendenza all’autolesionismo e la suicidalità nell’adolescenza.

Qual è la differenza tra DBT e CBT? 

Sia la DBT (Terapia Dialettico-Comportamentale) che la CBT (Terapia Cognitivo-Comportamentale) sono forme di terapia di provata efficacia, raccomandate dalle principali linee guida internazionali. 

Sebbene la DBT (Terapia Dialettico Comportamentale) faccia parte della famiglia allargata delle CBT (Terapia Cognitivo Comportamentale), essa presenta differenze fondamentali in termini di filosofia, struttura e approccio al cambiamento.

1. Equilibrio tra Accettazione e Cambiamento

La CBT Tradizionale si concentra principalmente su strategie di cambiamento diretto, identificando e modificando i processi cognitivi "disfunzionali" o "irrazionali" per alleviare il disagio psicologico. 

La DBT invece si fonda sulla filosofia dialettica, che cerca di sintetizzare l'accettazione e il cambiamento. Secondo Marsha Linehan, infatti, lavorare esclusivamente sul cambiamento potrebbe risultare invalidante per alcuni pazienti e potrebbe portarli ad abbandonare la terapia. 

2. Risoluzione dei Problemi

Mentre la CBT punta alla correzione delle cognizioni per gestire le emozioni, la DBT accetta l'emozione così com'è (attraverso la validazione) prima di procedere al problem-solving.

3. Struttura del Trattamento

La DBT non è un singolo metodo d'intervento, ma un programma globale che prevede componenti strutturali spesso assenti o non obbligatorie nella CBT standard. 

La DBT include terapia individuale settimanale, gruppi di skills training (per l'apprendimento di abilità), coaching telefonico ad hoc e un team di consultazione per i terapeuti volto a prevenire il burnout.

4. Ruolo della Mindfulness

Nella CBT la mindfulness è talvolta integrata come tecnica aggiuntiva o come passo preliminare per ottenere "distanziamento" critico dai propri pensieri. 

Nella DBT la mindfulness è invece considerata una capacità centrale e fondamentale, derivata dai principi dello Zen, per aiutare i pazienti a regolare l'attenzione e tollerare il dolore.

5. Modello della Psicopatologia

La CBT spesso attribuisce la patologia a schemi cognitivi e pensieri automatici negativi che mediano la risposta emotiva.

La DBT adotta una teoria biosociale, secondo cui il Disturbo Borderline di Personalità deriva dall’incontro tra una vulnerabilità biologica alla disregolazione emotiva e un ambiente sociale invalidante. Il focus primario è quindi sull'emozione e sulla sua regolazione, piuttosto che sulla sola ristrutturazione cognitiva.

In sintesi, mentre la Terapia Cognitivo Comportamentale tratta i pensieri come ipotesi da testare e correggere, la Terapia Dialettico Comportamentale integra strategie di accettazione radicale per aiutare il paziente a costruire una "vita degna di essere vissuta", anche in presenza di sofferenza inevitabile.

La teoria biosociale su cui si fonda la Terapia Dialettico Comportamentale

Secondo la DBT la difficoltà a regolare e gestire le emozioni e il comportamento hanno un ruolo importante in diversi disturbi psicologici, come il disturbo borderline; tale difficoltà sarebbe il risultato della combinazione di molteplici fattori, illustrati in quello che viene chiamato “modello biosociale e dialettico”.

La teoria biosociale della personalità sostiene che non esiste un’unica causa che porta allo sviluppo del disturbo borderline di personalità, ma che si tratta di un disturbo che ha cause multifattoriali. Secondo questa teoria il funzionamento mentale è il risultato di fattori temperamentali-biologici e ambientali che interagiscono tra loro; tra questi troviamo una elevata vulnerabilità emotiva di partenza e un ambiente invalidante durante l’infanzia.

La vulnerabilità emotiva è caratterizzata da un’alta sensibilità alle situazioni che attivano le emozioni e dal provare emozioni con una forte intensità (tempesta emotiva). Per gestire questa tempesta emotiva l’individuo mette in atto risposte estremizzate o drammatiche che durano a lungo e sono difficili da calmare. Un ambiente invalidante durante l’infanzia è un ambiente trascurante, non accogliente o che ha sminuito e non supportato il bambino nei processi di sintonizzazione e regolazione delle emozioni.

Bibliografia

  • Linhean, M. (2011). Trattamento cognitivo comportamentale del disturbo borderline. Raffaello Cortina Editore.
  • Linehan, M. (2021). Una vita degna di essere vissuta. Raffaello Cortina Editore.
  • Herbert, J. D., & Forman, E. M. (A cura di). (2011). Acceptance and mindfulness in cognitive behavior therapy: Understanding and applying the new therapies. John Wiley & Sons, Inc..
  • Chapman, A. L. (2006). Dialectical behavior therapy: Current indications and unique elements. Psychiatry (Edgmont), 3(9), 62–68.
  • Robins, C. J. (2002). Zen principles and mindfulness practice in dialectical behavior therapy. Cognitive and Behavioral Practice, 9(1), 50–57.

Domande più frequenti

COS'È LA TERAPIA DIALETTICO COMPORTAMENTALE (DBT) E PER QUALI DISTURBI È PIÙ EFFICACE?

La Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) è una psicoterapia Evidence Based (di provata efficacia scientifica) sviluppata originariamente negli anni Ottanta per trattare il Disturbo Borderline di Personalità e i comportamenti autolesivi o suicidari. Oggi la DBT è considerata un trattamento di prima scelta non solo per il disturbo borderline, ma per tutte le condizioni caratterizzate da disregolazione emotiva, tra cui Disturbi dell'alimentazione (come bulimia e binge eating); dipendenza da sostanze e alcol; autolesionismo e tendenze suicidarie negli adolescenti.

PERCHÉ LA DBT SI CHIAMA "DIALETTICA" E IN COSA DIFFERISCE DALLA CBT?

Il termine "Dialettico" nella DBT si riferisce alla ricerca di un equilibrio tra due opposti: l'accettazione di se stessi e della propria realtà attuale, e il cambiamento attivo verso una vita migliore. A differenza della CBT tradizionale, che punta principalmente sulla modifica dei pensieri distorti, la DBT introduce la validazione. Questo significa che il terapeuta accetta l'emozione del paziente così com'è prima di procedere alla risoluzione del problema, evitando che il paziente si senta invalidato e abbandoni il trattamento.

COME FUNZIONA IL PERCORSO DBT E QUALI SONO LE 4 ABILITÀ (SKILLS) INSEGNATE?

Il trattamento DBT è un programma multidisciplinare coordinato da un team di specialisti. Si articola in quattro componenti principali: psicoterapia individuale, skills training di gruppo, coaching telefonico e team di consultazione per i terapeuti. 

Durante gli incontri di gruppo, i pazienti apprendono quattro categorie di abilità fondamentali (DBT Skills): mindfulness, tolleranza della sofferenza, regolazione emotiva ed efficacia interpersonale.

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