Disturbo borderline di personalità: sintomi e trattamenti

Impara a gestire le emozioni e l’impulsività con la psicoterapia dialettico comportamentale.

Crediamo nel diritto alla salute psicologica.

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Che cos’è il disturbo borderline di personalità

Il Disturbo Borderline di Personalità è un modo disfunzionale di pensare, comportarsi e interagire con gli altri caratterizzato da marcata impulsività e instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé stessi e dell’umore.

L’unità clinica di inTHERAPY dedicata al trattamento del disturbo borderline

Data la sua gravità e complessità, il Disturbo Borderline di Personalità richiede competenze specifiche e una formazione professionale adeguata. Per questo motivo inTHERAPY prevede un’unità clinica dedicata, formata da terapeuti specializzati in Terapia Dialettico-Comportamentale, trattamento di provata efficacia per questo tipo di disturbo.

Caratteristiche del disturbo borderline di personalità

Chi ne soffre presenta:

Si sente in balia delle emozioni (ansia, rabbia, senso di colpa, tristezza…), vissute come intense, travolgenti, mutevoli, caotiche, contrastanti, difficili da gestire. Agisce senza riflettere, mettendo in atto comportamenti impulsivi, spesso nocivi, come l'uso di sostanze, tentativi di suicidio o autolesionismo. Instaura relazioni turbolente, intense, caotiche e instabili, caratterizzate da conflittualità, timore del rifiuto e paura dell’abbandono. Gli altri spesso vengono idealizzati e rapidamente svalutati quando percepiti come non abbastanza “presenti”.  Convive con un forte senso di inadeguatezza e fragilità, accompagnato da vuoto interiore. L’immagine che ha di sé è confusa e altalenante: oscilla tra idealizzazione e svalutazione, restituendo la sensazione che non ci sia continuità nella propria identità.

Questi elementi si rinforzano reciprocamente, generando notevole sofferenza e comportamenti problematici che influenzano negativamente la qualità della vita e il raggiungimento dei propri obiettivi.

Disturbo Borderline di Personalità: sintomi nel DSM-5

Secondo il DSM-5, per la diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità, devono essere presenti almeno cinque dei seguenti criteri: 

  1. Sforzi disperati per evitare un abbandono reale o immaginario.
  2. Un pattern di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzato dall'alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.
  3. Alterazione dell'identità: immagine di sé o senso di sé marcatamente e persistentemente instabili.
  4. Impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per il soggetto (ad es. spese sconsiderate, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate). 
  5. Ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidari, o comportamento auto-lesionistico.
  6. Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell'umore (ad es. intensa disforia episodica, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore e soltanto raramente più di pochi giorni).
  7. Sentimenti cronici di vuoto.
  8. Rabbia inappropriata, intensa o difficoltà a controllare la rabbia (ad es. frequenti manifestazioni di collera, rabbia costante, ricorrenti scontri fisici).
  9. Ideazione paranoide transitoria, associata allo stress, o gravi sintomi dissociativi. 

La personalità borderline: tra relazioni instabili ed emozioni forti

Relazioni interpersonali e paura dell’abbandono

La persona con Disturbo Borderline di Personalità è in grado di provare empatia e accudimento verso gli altri, ma spesso mossa dall’aspettativa che l’altro sia sempre disponibile a soddisfare i suoi bisogni. Quando questa aspettativa viene disattesa, l’altro viene svalutato. 

Le relazioni di chi soffre di un Disturbo di Personalità Borderline sono infatti instabili: la persona borderline tende a oscillare tra l’idealizzazione e la svalutazione dell’altro, passaggio che può avvenire repentinamente e drammaticamente, quando percepisce l’altro come non abbastanza “presente” o accudente o quando percepisce un possibile rifiuto o abbandono. 

L’abbandono, sia esso reale o immaginario, è fortemente temuto da chi soffre di questo disturbo. La reazione a una separazione reale, anche se limitata nel tempo, è spesso di rabbia inappropriata. L’abbandono confermerebbe alla persona borderline di essere “cattiva” e portrebbe a una solitudine intollerabile. Gli sforzi per evitare l’abbandono possono includere azioni impulsive come comportamenti autolesionistici o tentativi di suicidio. 

Immagine di sé 

Parimenti alle relazioni, anche l’immagine di sé  della persona con Disturbo Borderline subisce fluttuazioni improvvise e drammatiche. Obiettivi, valori e aspirazioni possono cambiare repentinamente, così come opinioni, progetti lavorativi, identità sessuale e tipologie di amicizie. 

Umore, impulsività, rabbia e autolesionismo

La persona con Disturbo Borderline di Personalità può presentare un umore altalenante ed estremamente reattivo (ad es. intensa disforia episodica, irritabilità o ansia che di solito durano poche ore e solo raramente più di pochi giorni). 

L'umore disforico (ovvero cupo, irritabile) di fondo è spesso interrotto da periodi di rabbia, panico o disperazione (il più delle volte in risposta a stimoli stressogeni interpersonali), ed è raramente alleviato da momenti di benessere o soddisfazione. 

La rabbia, in chi soffre di questo disturbo, insorge soprattutto quando l’altro viene percepito come distaccato o abbandonico, e risulta inappropriata, intensa e incontrollabile. Le espressioni di rabbia sono spesso seguite da vergogna e senso di colpa e contribuiscono alla sensazione di sentirsi cattivi. 

La persona borderline può inoltre provare sentimenti cronici di vuoto. 

Un altro tratto caratteristico di chi soffre di Disturbo Borderline di Personalità è l’impulsività, che spesso si manifesta in almeno due aree potenzialmente dannose per la persona (es. gioco d’azzardo, abbuffate, abuso di sostanze, rapporti sessuali non sicuri, guida spericolata, ecc.).

Le persone con questo disturbo possono mostrare ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidari o condotte auto-lesionistiche. I tentativi di suicidio sono spesso il motivo per cui questi soggetti si rivolgono ai servizi di aiuto. 

La cura del Disturbo Borderline di Personalità: la Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT)

Il trattamento di prima scelta per la cura del Disturbo Borderline di Personalità  è la psicoterapia individuale, eventualmente affiancata dalla farmacoterapia.

Tra i diversi modelli terapeutici sviluppati, la Terapia Dialettico-Comportamentale di Marsha Linehan è la psicoterapia la cui efficacia è stata maggiormente studiata.

È un trattamento a orientamento cognitivo-comportamentale che integra interventi cognitivi, comportamentali, problem solving, psicoeducazione, mindfulness e accettazione per aiutare i pazienti borderline a utilizzare strategie di regolazione delle emozioni più funzionali. Infatti la DBT si basa sulla premessa che la disregolazione emotiva e l’utilizzo di strategie disfunzionali per regolare le emozioni siano gli aspetti centrali del disturbo su cui lavorare.

La DBT prevede interventi sia di psicoterapia individuale sia psicoterapia di gruppo. Nel trattamento individuale il paziente lavora sui propri vissuti, mentre nel trattamento di gruppo, denominato skill training, apprende specifiche abilità utili a gestire situazioni problematiche e stati di sofferenza:

  • abilità di mindfulness, per imparare a vivere in modo consapevole quanto accade nel presente;
  • abilità di regolazione delle emozioni, per imparare a identificare, comprendere e gestire le emozioni;
  • abilità di tolleranza della sofferenza, per imparare a mettere in atto comportamenti meno dannosi per gestire le emozioni;
  • abilità di efficacia interpersonale, per imparare a relazionarsi con gli altri in modo soddisfacente e funzionale.

Per approfondire, consulta la pagina dedicata alla Terapia Dialettico-Comportamentale

Perché si sviluppa il Disturbo Borderline di Personalità

Lo sviluppo del Disturbo Borderline di Personalità (DBP) è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici, neurobiologici e ambientali.

Le cause del Disturbo Borderline di Personalità hanno natura multifattoriale, derivante da una complessa interazione tra predisposizione genetica e temperamentale, alterazioni neurobiologiche e fattori ambientali. 

La ricerca evidenzia una forte componente ereditaria (stimata tra il 46% e il 70%) e alterazioni funzionali in aree cerebrali chiave come l'amigdala e l'ippocampo, fondamentali per la regolazione delle emozioni e il controllo degli impulsi. 

Queste vulnerabilità biologiche interagiscono spesso con esperienze infantili avverse, tra cui abusi fisici o sessuali, trascuratezza, separazioni precoci e stili di accudimento disfunzionali o instabili da parte di genitori e/o caregiver. Anche fattori sociali, come il bullismo e il rifiuto da parte dei pari durante l'infanzia, giocano un ruolo cruciale nel compromettere lo sviluppo di un'identità stabile e la capacità di gestire gli stress interpersonali.

Esordio e decorso

Il decorso del Disturbo Borderline di Personalità è variabile. 

Molto frequentemente si persenta con un quadro di instabilità cronica nella prima età adulta, episodi di grave discontrollo affettivo e impulsivo e un elevato ricorso ai servizi sanitari di salute mentale. La compromissione derivante dal disturbo e il rischio di suicidio sono alti negli anni della giovinezza, per poi affievolirsi gradualmente con l'età.

La tendenza a provare emozioni intense, l'impulsività e l'intensità nelle relazioni durano spesso tutta la vita, ma gli individui che intraprendono un percorso terapeutico mostrerebbero miglioramenti a partire già dal primo anno. 

Disturbo Borderline di Personalità o altri disturbi?

Alcuni disturbi vengono comunemente diagnosticati in comorbilità con il  Disturbo Borderline di Personalità, tra questi i disturbi dell’umore, disturbi da uso di sostanze, i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (in particolare la bulimia nervosa), il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Con gli altri disturbi di personalità, il Disturbo Borderline di Personalità  può condividere alcune caratteristiche. È pertanto importante distinguere i diversi disturbi in base alle loro caratteristiche peculiari. Tuttavia, se un individuo presenta caratteristiche che soddisfano i criteri per uno o più disturbi di personalità, possono essere diagnosticati più disturbi. 

Disturbo Borderline di Personalità o disturbi dell’umore? 

Il disturbo di personalità borderline può presentarsi spesso in comorbilità con i disturbi depressivi o bipolari; se sono soddisfatti i criteri per entrambi, può essere posta doppia diagnosi. Tuttavia, poiché i sintomi di un singolo episodio depressivo o maniacale possono confondersi con i tratti borderline, la valutazione non può essere condotta solo sullo stato attuale del paziente. Per porre diagnosi di Disturbo Borderline è infatti fondamentale che lo specialista verifichi la presenza di un pattern di instabilità costante nel tempo, insorto già durante l'adolescenza o nella prima età adulta.

Disturbo Borderline di Personalità o Disturbo Istrionico di Personalità? 

Sebbene anche il Disturbo Borderline di Personalità possa essere caratterizzato da ricerca di attenzione, comportamento manipolatorio ed emozioni rapidamente mutevoli, esso si distingue per la tendenza all’autodistruttività, le rotture rabbiose delle relazioni intime e i sentimenti cronici di vuoto. 

Disturbo Borderline di Personalità o Disturbo Schizotipico di Personalità? 

In entrambi i disturbi possono manifestarsi Idee paranoidi, ma queste sono più transitorie nel disturbo borderline.

Disturbo Borderline, Disturbo Paranoide o Disturbo Narcisistico di Personalità? 

Tutti e tre questi disturbi condividono la tendenza a esplosioni di rabbia sproporzionate rispetto all'evento scatenante. Tuttavia la stabilità nell’immagine di sé, la mancanza di condotte autolesionistiche e l’assenza del timore dell’abbandono sono i criteri utili a distinguere il disturbo paranoide e narcisistico dal disturbo borderline. 

Disturbo Borderline di Personalità o Disturbo Antisociale di Personalità? 

Entrambi i disturbi sono caratterizzati da comportamento manipolatorio, ma gli individui con disturbo antisociale manipolano per ottenere profitto o altre gratificazioni materiali, mentre chi soffre di disturbo borderline manipola per ottenere attenzione e accudimento da figure di riferimento.

Disturbo Borderline di Personalità o Disturbo Dipendente di Personalità? 

Entrambi i disturbi sono caratterizzati dalla paura dell'abbandono; tuttavia, l'individuo con disturbo borderline reagisce all'abbandono con sentimenti di vuoto emotivo, rabbia e pretese, mentre la persona con disturbo dipendente reagisce con sottomissione e compiacimento, cercando urgentemente una relazione sostitutiva che gli fornisca cura e supporto. Il disturbo borderline inoltre, rispetto a quello dipendente, presenta un tipico pattern di relazioni instabili e intense.

Bibliografia

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  • Perrotta, G. (2020). Borderline personality disorder: Definition, differential diagnosis, clinical contexts, and therapeutic approaches. Annals of Psychiatry and Treatment, 4(1), 043-056. https://dx.doi.org/10.17352/apt.000020.

Domande più frequenti

COS'È IL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ?

Il Disturbo Borderline di Personalitàè un modello disfunzionale di pensiero, comportamento e interazione con gli altri, caratterizzato da impulsività e instabilità nelle relazioni interpersonali, nell'immagine di sé e nell'umore.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DEL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ?

- Instabilità emotiva: emozioni intense, mutevoli e difficili da gestire.

- Impulsività: azioni impulsive e spesso dannose, come l'uso di sostanze o l'autolesionismo.

- Difficoltà relazionali: relazioni instabili, conflittuali e intense, con paura dell'abbandono.

- Senso di inadeguatezza: forte senso di vuoto e fragilità interiore.

- Immagine di sé instabile: immagine di sé confusa e altalenante.

QUAL È IL TRATTAMENTO DI PRIMA SCELTA PER IL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ?

La Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT), una psicoterapia cognitivo-comportamentale che integra varie tecniche per aiutare i pazienti a regolare le emozioni e migliorare le relazioni.

COS'È LA TERAPIA DIALETTICO-COMPORTAMENTALE (DBT)?

La terapia dialettico comportamentale (CBT) è un trattamento che combina psicoterapia individuale e di gruppo (skill training) per insegnare abilità di regolazione delle emozioni, tolleranza della sofferenza ed efficacia interpersonale.

COSA SONO LE ABILITÀ DI SKILL TRAINING NELLA TERAPIA DIALETTICO COMPORTAMENTALE?

Sono abilità specifiche per gestire situazioni problematiche e stati di sofferenza:

  • Mindfulness: vivere consapevolmente nel presente.
  • Regolazione delle emozioni: identificare, comprendere e gestire le emozioni.
  • Tolleranza della sofferenza: gestire le emozioni senza comportamenti dannosi.
  • Efficacia interpersonale: relazionarsi in modo funzionale agli altri.

inTHERAPY PROPONE UN TRATTAMENTO SPECIFICO PER IL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ?

Sì, inTHERAPY ha un'unità clinica dedicata con terapeuti specializzati in Terapia Dialettico comportamentale (DBT), il trattamento di provata efficacia per il Disturbo Borderline di Personalità.

COSA SIGNIFICA AVERE DIFFICOLTÀ A CONTROLLARE LE EMOZIONI?

Avere difficoltà a controllare le emozioni significa sentirsi spesso sopraffatti da rabbia, tristezza, ansia, ecc., reagendo in modo impulsivo o eccessivo di fronte a situazioni stressanti. Può essere fonte di sofferenza e causare problemi nelle relazioni interpersonali.

QUALI EMOZIONI SI FA PIÙ FATICA A CONTROLLARE

Generalmente le emozioni più difficili da gestire sono:

- Rabbia o irritabilità

- Ansia e paura intensa

- Tristezza profonda

- Vergogna o senso di colpa

- Frustrazione

POSSO IMPARARE A GESTIRE MEGLIO LE MIE EMOZIONI?

Assolutamente sì. La terapia cognitivo-comportamentale può esserti d’aiuto in quanto insegna a riconoscere, comprendere e regolare le proprie emozioni in modo più efficace.

È consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta se:

- Le emozioni incontrollate interferiscono con il lavoro, le relazioni o la vita quotidiana.

- Provi sofferenza intensa e prolungata.

- Non riesci a gestire le emozioni usando strategie personali.

- Ti senti sopraffatto e desideri un aiuto concreto per affrontare la situazione.

COS'È L'IMPULSIVITÀ

L'impulsività è la tendenza ad agire in modo rapido e istintivo, senza riflettere adeguatamente sulle conseguenze delle proprie azioni. Spesso si manifesta con decisioni affrettate, reazioni intense o comportamenti rischiosi.

POSSO IMPARARE A ESSERE MENO IMPULSIVO?

Sì, certamente. Esistono tecniche specifiche per migliorare l'autocontrollo e ridurre l'impulsività, come quelle insegnate dalla terapia cognitivo-comportamentale, che aiutano a rallentare la risposta impulsiva e valutare meglio le conseguenze delle proprie azioni.

QUANDO È NECESSARIO RIVOLGERSI A UNO PSICOTERAPEUTA PER L'IMPULSIVITÀ?

È importante chiedere aiuto a un terapeuta quando:
- L'impulsività crea problemi significativi nelle relazioni, nel lavoro o nella vita quotidiana.
- Hai comportamenti rischiosi o autolesivi.
- Non riesci a gestire l'impulsività nonostante gli sforzi personali.
- Provi sofferenza emotiva legata a scelte impulsive ripetute.

COS'È IL SENSO DI VUOTO?

Il senso di vuoto è una sensazione persistente di assenza di significato, insoddisfazione o apatia emotiva. È spesso accompagnato dalla percezione di non provare emozioni o di sentirsi "distaccati" da sé stessi e dagli altri.
Tra i segnali più comuni troviamo:
- Sensazione di noia o apatia costante.
- Difficoltà a provare piacere o interesse per le attività quotidiane.
- Sentirsi soli, anche quando si è in compagnia.
- Senso di inutilità o mancanza di scopo.
- Ricerca continua di distrazioni per evitare il vuoto interiore.

LA TERAPIA PSICOLOGICA PUÒ AIUTARMI A SUPERARE IL SENSO DI VUOTO?

Assolutamente sì. La terapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale, può aiutarti a comprendere meglio l'origine del senso di vuoto, identificare i bisogni emotivi trascurati e sviluppare strategie concrete per ritrovare significato e soddisfazione nella tua vita.
È consigliabile chiedere aiuto a un terapeuta esperto se:
- Il senso di vuoto ti causa sofferenza significativa.
- Incide negativamente sulla qualità della tua vita quotidiana.
- Ti senti bloccato e incapace di trovare sollievo in modo autonomo.

COS'È LA PAURA DELL'ABBANDONO?

La paura dell'abbandono è una preoccupazione intensa e costante di essere lasciati soli, rifiutati o trascurati dalle persone importanti nella propria vita.
Può portare ad ansia, insicurezza nelle relazioni e comportamenti eccessivi per evitare di essere abbandonati.
Si manifesta spesso con:
- Ansia o panico alla minima distanza emotiva.
- Gelosia intensa e possessività.
- Bisogno costante di rassicurazioni.
- Sensazione di vuoto o solitudine quando si è soli.
- Reazioni emotive forti (rabbia, tristezza, disperazione) di fronte a una possibile separazione.

COME INFLUISCE LA PAURA DELL'ABBANDONO SULLE RELAZIONI?

La paura dell'abbandono può creare relazioni instabili o conflittuali, poiché spesso porta a:
- Attaccamento eccessivo o dipendenza emotiva.
- Comportamenti controllanti o gelosia eccessiva.
- Litigi frequenti dovuti a insicurezza o bisogno di rassicurazioni.
- Tendenza a mettere continuamente alla prova l’amore degli altri.

POSSO IMPARARE A GESTIRE E SUPERARE LA PAURA DELL'ABBANDONO

Assolutamente sì. Esistono psicoterapie efficaci come quella cognitivo-comportamentale che ti aiuta a gestire questa paura, acquisendo sicurezza in te stesso e instaurando relazioni più equilibrate e soddisfacenti.

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Sì, inTHERAPY ha un gruppo di terapeuti specializzati in Terapia Dialettico-Comportamentale.

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