Disturbo Ansia Generalizzata: Sintomi e Rimedi Efficaci

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Che cos’è il Disturbo d’Ansia Generalizzata

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata (GAD) è un disturbo psichiatrico caratterizzato dalla presenza di sintomi d’ansia e da uno stato di preoccupazione costante ed eccessiva, sproporzionata rispetto alla realtà dei fatti. È il disturbo d’ansia più diffuso.

I sintomi del Disturbo d’Ansia Generalizzata

Chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzata vive costantemente in preda a una preoccupazione eccessiva che fatica a gestire e controllare.

I motivi di preoccupazione sono i più disparati: le routine da compiere, le responsabilità, le questioni economiche, la propria salute, quella dei familiari, le disgrazie che possono capitare, il lavoro, le relazioni sociali, le relazioni sentimentali, ecc.

La costante preoccupazione è associata a un perenne stato d’ansia: ansia per eventi o attività anche poco importanti che si teme di non saper gestire; ansia per pericoli molto lontani dalla quotidianità e che si verificano raramente, ma che vengono percepiti come imminenti e minacciosi; ansia in assenza di veri e propri fattori o eventi esterni che potrebbero scatenarla.

Alcuni riconoscono che le proprie preoccupazioni sono eccessive e sproporzionate (soprattutto dopo che l’evento temuto non si è verificato), altri ritengono che i loro timori siano realistici; in entrambi i casi, comunque, provano un forte disagio dovuto alla preoccupazione costante e la difficoltà a controllare la preoccupazione influenza negativamente diversi ambiti della vita (sociale, lavorativo, familiare, ecc).

L’ansia e la preoccupazione si accompagnano ad altri sintomi come irrequietezza, tensione, ”nervi a fior di pelle”, facile affaticamento, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, risvegli precoci).

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata fa percepire ogni evento o situazione come una possibile minaccia. Chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzata vive quindi in un costante stato di allerta, con importanti costi a livello sia mentale che fisico: tremori, contratture e dolori muscolari, sintomi somatici come disturbi gastrointestinali o cefalee, contribuiscono a mantenere uno stato generale di malessere. Per questo motivo spesso chi ha un Disturbo d’Ansia Generalizzata tende a rivolgersi a diversi specialisti in altri campi prima di giungere agli specialisti della salute mentale.

Disturbo d’Ansia Generalizzata: sintomi nel DSM-5 

Secondo il DSM-5, per la diagnosi di Disturbo d’Ansia Generalizzata (GAD), l’ansia e la preoccupazione devono essere eccessive, relative a più eventi o attività e verificarsi per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi.

Devono inoltre essere presenti almeno tre dei seguenti criteri: 

  1. Irrequietezza o sentirsi con i nervi a fior di pelle o con la sensazione di essere al limite.
  2. Facile affaticabilità.
  3. Difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria.
  4. Irritabilità.
  5. Tensione muscolare.
  6. Alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno irrequieto e insoddisfacente).

L'ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Ansia normale o disturbo?

È importante distinguere le normali preoccupazioni da quelle che caratterizzano il Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG).

Infatti l’ansia è un’emozione che ha la funzione fisiologica di segnalarci situazioni di pericolo o spiacevoli, aumentando il nostro stato di allerta per prepararci ad affrontarle.

Ansia e preoccupazione sono normali in certe situazioni di stress o in particolari periodi di vita se transitori, ma costituiscono un disturbo quando si manifestano con frequenza quasi giornaliera e in modo continuativo per lungo tempo.

Nel Disturbo d’Ansia Generalizzata le preoccupazioni sono numerose, frequenti, durature, intense e pervasive, sono accompagnate da ansia intensa, riguardano spesso eventi futuri improbabili, sono scollegate da possibili fattori scatenanti e sono accompagnate da sintomi fisici e difficili da controllare. 

Sono dunque tre caratteristiche in particolare che distinguono il disturbo d'ansia generalizzata dall'ansia non patologica:

  1. Eccessività e interferenza: nel disturbo d'ansia generalizzata, le preoccupazioni sono eccessive e interferiscono notevolmente con il funzionamento psicosociale; mentre le “normali” preoccupazioni della vita quotidiana non sono eccessive, vengono percepite come più gestibili e possono essere rimandate se insorgono questioni più urgenti.
  2. Pervasività e assenza di fattori scatenanti: nel disturbo d’ansia generalizzata,  le preoccupazioni sono più pervasive, marcate e angoscianti; hanno una durata maggiore e si verificano frequentemente senza che vi sia un fattore scatenante.
  3. Sintomi fisici associati: le preoccupazioni quotidiane hanno una probabilità minore di essere accompagnate da sintomi fisici.

Il rimuginio nel Disturbo d’Ansia Generalizzata

L’elemento centrale del Disturbo d’Ansia Generalizzata è il rimuginio, cioè il continuo pensare e ripensare, attraverso pensieri o immagini, agli eventi negativi che potrebbero capitare con l’obiettivo di prevederli, prevenirli o prepararsi ad affrontarli.

Caratteristica fondamentale del rimuginio è la sua ripetitività e la sua capacità di occupare la mente in modo pervasivo.

È associato all’ansia e contribuisce al suo mantenimento e aggravamento.

Chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzata vive il rimuginio come incontrollabile e non riesce a interromperlo sebbene si accorga che continuare a rimuginare aumenta il suo malessere.

Inoltre considera il rimuginio una valida arma contro i propri sintomi: dato che idee e preoccupazioni si affacciano alla mente in continuazione, rimuginando ha l’impressione di potersi preparare ad affrontare la situazione.

In realtà è proprio l’atto del rimuginare ad accrescere i sintomi ansiosi, creando un vero e proprio circolo vizioso.

Quando chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzata comprende come funziona il rimuginio, di solito tenta di liberarsene provando a distrarsi, a non pensare o a cercare rassicurazioni: tali strategie, però, alla lunga risultano inefficaci in quanto mantengono e alimentano il disturbo.

La terapia del Disturbo d’Ansia Generalizzata

Le linee guida internazionali NICE (National Institute for Health and Clinical Excelence, 2011) indicano come trattamento elettivo per il Disturbo d’Ansia Generalizzata la Terapia Cognitivo Comportamentale e il training di rilassamento, poiché diversi studi ne hanno mostrato l’efficacia.

In alcuni casi può essere indicato affiancare alla psicoterapia anche la terapia farmacologica.

La Terapia Cognitivo Comportamentale standard (CBT) agisce rendendo il soggetto consapevole dei suoi pensieri disfunzionali e riducendo lo stato di preoccupazione. Non solo: il lavoro terapeutico si focalizza anche sull’aumento delle capacità di tollerare l’incertezza e sull’analisi della reale probabilità che si possano manifestare gli eventi negativi temuti. Inoltre, durante la terapia ci si occupa di circoscrivere e affrontare il rimuginio e di sviluppare stili di pensiero maggiormente funzionali, come per esempio il problem solving. Vengono poi discussi vantaggi e costi delle strategie di controllo utilizzate per contenere l’ansia e vengono apprese nuove abilità per sostenere e regolare le emozioni negative. Infine, attraverso tecniche di esposizione il paziente affronta in modo graduale le situazioni temute e preoccupanti, “testando” e disconfermando le sue credenze disfunzionali.Vista la centralità del rimuginio nel Disturbo d’Ansia Generalizzata, la Terapia Metacognitiva (MCT) è uno degli approcci che sta dando maggiori evidenze di efficacia in quanto si focalizza proprio sulla rimozione degli stili di pensiero disfunzionali come il rimuginio e sull’allenamento della capacità di osservare i pensieri come semplici eventi mentali, lasciandoli scorrere nella mente senza elaborazioni e giudizi.Il trattamento farmacologico del Disturbo d’Ansia Generalizzata prevede l’utilizzo di: farmaci ansiolitici, in particolare le benzodiazepine; farmaci antidepressivi, in particolare gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Esordio e decorso del Disturbo d’Ansia Generalizzata

L’esordio del Disturbo d’Ansia Generalizzata è graduale e avviene solitamente tra l’adolescenza e i 30 anni.

Chi soffre di questo disturbo spesso riferisce di aver avuto preoccupazioni per la maggior parte della propria vita, che l’oggetto della preoccupazione si modifica nel tempo e non è limitato a un solo tema.

I sintomi sono di tipo pervasivo e persistente, con un andamento solitamente altalenante.

Il contenuto delle preoccupazioni è spesso correlato all’età e alla realtà di chi ne soffre: gli adulti tendono a preoccuparsi in modo esagerato per il benessere e la salute della propria famiglia, per le questioni economiche legate alla vita di tutti i giorni o per la sicurezza dei figli; gli anziani tendono a preoccuparsi delle mancanze dovute all’età, alla paura di cadere o di non essere autosufficienti.

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata può arrivare a determinare comportamenti evitanti o protettivi, come limitare le uscite di casa, evitare di guidare o di stare da soli.

Cause del Disturbo d’Ansia Generalizzata

L’origine del Disturbo d’Ansia Generalizzata è specifica per ogni individuo che ne soffre. Trattandosi di un disturbo complesso, non è possibile individuare una singola causa del DAG; le cause sono molteplici e diversi fattori (genetici, fisiologici, biologici, ambientali, psicologici…) contribuiscono al suo sviluppo.

Fattori fisiologici

Dal punto di vista fisiologico, è presente un alterato funzionamento di alcuni circuiti cerebrali responsabili della regolazione dei neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina.

Fattori biologici

Alcuni tratti temperamentali sembrano essere fattori di rischio per lo sviluppo del Disturbo d’Ansia Generalizzata, come per esempio la forte tendenza a inibire certi comportamenti o emozioni o a evitare la possibilità di subire un danno.

Fattori ambientali

Se si considerano la famiglia e l'ambiente di crescita, risultano importanti i modelli educativi proposti, la relazione instaurata con i propri genitori e l’esempio da loro fornito nel gestire l’ansia e lo stress. L’ambiente di crescita gioca un ruolo fondamentale nel predisporre a gestire efficacemente lo stress, anche se il fattore ambientale da solo non è sufficiente a causare il disturbo.

Fattori ambientali e culturali

Inoltre anche la cultura di appartenenza sembra influenzare il rischio di sviluppare il Disturbo d’Ansia Generalizzata: è più probabile sviluppare il Disturbo d’Ansia Generalizzata se si è di cultura europea che se si appartiene a culture non europee; se si vive in paesi industrializzati rispetto a paesi non industrializzati.

Sembra quindi che la manifestazione sintomatica sia legata anche alla abitudini e al contesto: la valutazione della pericolosità di una situazione è guidata dalle proprie abitudini, trasmesse dalla cultura di appartenenza e dalla realtà giornaliera in cui viviamo; ciò che è giudicato stressante per qualcuno può non esserlo per un altro.

Epidemiologia del Disturbo d’Ansia Generalizzata

Negli Stati Uniti le stime indicano che il 2,9% della popolazione adulta ha sofferto di questo disturbo per almeno 12 mesi (fonte: DSM – 5, 2013). Negli altri paesi le percentuali variano da un minimo di 0,4% a un massimo di 3,6%: in Italia lo 0,5% della popolazione ha sofferto di ansia generalizzata con prevalenza a 12 mesi, mentre l’1,9% ha mostrato la prevalenza del disturbo nell’intero corso della vita (fonte: progetto ESEMeD, Prevalenza dei Disturbi Mentali in Italia, 2003).

Questo disturbo d’ansia inoltre è più tipico nelle donne: il sesso femminile ha il doppio delle probabilità di soffrirne, soprattutto attorno ai 30 anni.

Disturbo d’Ansia Generalizzata o altri disturbi?

È molto comune che il disturbo d'ansia generalizzata si associ ad altre problematiche psicologiche (la cosiddetta comorbilità): accade soprattutto con altri disturbi d'ansia e con il disturbo depressivo unipolare. 

Con altri disturbi, il disturbo d'ansia generalizzata può condividere alcune caratteristiche. È pertanto importante distinguere i diversi disturbi in base alle loro caratteristiche peculiari. 

Disturbo d’Ansia Generalizzata o Disturbo d’Ansia Sociale? 

Nel disturbo d’ansia sociale, l’ansia è focalizzata sulle future situazioni sociali in cui la persona deve esibirsi o essere valutata dagli altri, mentre nel disturbo d'ansia generalizzata la preoccupazione è presente indipendentemente dal fatto che ci si trovi o meno sotto valutazione.

Disturbo d’Ansia Generalizzata o Disturbo Ossessivo-Compulsivo? 

Nel disturbo d'ansia generalizzata il focus è sulle problematiche future e ciò che è disfunzionale è l'eccessività della preoccupazione. Nel disturbo ossessivo-compulsivo, le ossessioni sono idee inappropriate sotto forma di pensieri, impulsi o immagini intrusivi e indesiderati. 

Disturbo d’Ansia Generalizzata, Disturbo da Stress Post-Traumatico o Disturbi dell’Adattamento? 

L'ansia è costantemente presente nel PTSD, ma non si diagnostica il disturbo d'ansia generalizzata se l'ansia e la preoccupazione sono associate al trauma subìto e sono meglio spiegate dai sintomi del PTSD. 

Nei disturbi dell'adattamento, l'ansia si verifica in risposta a un fattore di stress specifico e identificabile entro 3 mesi dal suo esordio e non persiste per più di 6 mesi dopo la cessazione della situazione stressante. 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (5ª ed.). Raffaello Cortina Editore. 
  • American Psychiatric Association. (2023). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (5ª ed. riv.; trad. it. B. Bianchini, P. Moderato, & F. Rovetto). Raffaello Cortina. (Opera originale pubblicata nel 2022).

Domande più frequenti

COS’È IL DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA E QUALI SONO I SINTOMI PRINCIPALI?

Il Disturbo d’Ansia Generalizzata (GAD) è un disturbo psichiatrico caratterizzato da uno stato di preoccupazione costante ed eccessiva, spesso sproporzionata rispetto alla realtà dei fatti. È considerato il disturbo d'ansia più diffuso e si manifesta con una serie di sintomi fisici e psicologici che rendono difficile la gestione della quotidianità.

I principali sintomi secondo i criteri del DSM-5 includono:

  • Irrequietezza o sentirsi costantemente "con i nervi a fior di pelle".
  • Facile affaticabilità e difficoltà di concentrazione.
  • Irritabilità e tensione muscolare.
  • Alterazioni del sonno, come difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni.
  • Sintomi fisici come dolori muscolari, cefalee o disturbi gastrointestinali.

COME DISTINGUERE L'ANSIA NORMALE DAL DISTURBO D'ANSIA GENERALIZZATA?

È fondamentale distinguere l'ansia fisiologica, che serve a segnalare pericoli transitori, dal disturbo. Si parla di Disturbo d’Ansia Generalizzata quando la preoccupazione presenta tre caratteristiche distintive:

  • Eccessività e Interferenza: le preoccupazioni sono così intense da interferire notevolmente con il funzionamento sociale, lavorativo o familiare.
  • Pervasività: l'ansia si manifesta quasi ogni giorno per almeno 6 mesi e riguarda molteplici eventi o attività, spesso senza un reale fattore scatenante.
  • Rimuginio incontrollabile: la persona vive un continuo "pensare e ripensare" a possibili eventi negativi futuri, un circolo vizioso difficile da interrompere che alimenta lo stato ansioso.

COME SI CURA L'ANSIA GENERALIZZATA? LE TERAPIE PIÙ EFFICACI

Le linee guida internazionali (come quelle del NICE) indicano come trattamento elettivo per il Disturbo d’Ansia Generalizzata la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) associata al training di rilassamento.

Vista la centralità del rimuginio nel DAG, la Terapia Metacognitiva (MCT) è uno degli approcci che sta dando maggiori evidenze di efficacia.

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